ANSELM di Wim Wenders

Genere: Documentario
Durata: 100 min. 
Distribuzione: Lucky Red

Arriva in sala il 30 aprile il nuovissimo lavoro di Wim Wenders, presentato alla scorsa edizione del Festival di Cannes: ANSELM.

Dopo i grandi successi de “Il sale della terra” e “Pina”, il regista questa volta esplora la vita e il processo creativo dell’artista Anselm Kiefer con un documentario immersivo, realizzato in 6k e in 3D.
Un’ottima occasione, questa, per conoscere meglio il tanto acclamato quanto criticato artista, attraverso un dialogo costante e assistendo alla realizzazione delle sue opere negli atelier tra la Francia e la Germania in cui ha lavorato.
Scopriamo così l’amore di Kiefer per la letteratura, la mitologia, la filosofia e la scienza e come queste materie abbiano influito nel suo processo artistico, volto anche a ricostruire la storia della Germania, evidenziandone i momenti più bui per farli riconoscere dalla società, anziché nasconderli o negarli.

Un documentario da non perdere, non solo per gli appassionati e le appassionate di arte ma per tutte le persone curiose di conoscere più a fondo la vita e il pensiero di Anselm Kiefer,  attraverso un’esperienza unica che grazie al 3D permette al pubblico di seguirne passo passo il processo creativo. Senza dimenticare la regia evocativa e profonda, tipica del cinema di Wim Wenders.

Potete vedere qui il trailer.

 

 

 

Francesca De Santis

FLORA – dal 21 aprile al cinema

Arriva nelle sale italiane il prossimo 21 aprile, dopo la calorosa accoglienza al Bifest – Bari International Film Festival (di cui vi avevamo già parlato in questo articolo) il docu-film Flora di Martina De Polo (Shuluq, vento di mezzogiorno, premio per il miglior documentario del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, finalista al Los Angeles CineFest). Il film, prodotto da Combo con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, Comune di Bologna, Comune di San Lazzaro di Savena e il supporto di UNICEF, è distribuito al cinema da Lo Scrittoio in occasione della ricorrenza della festa della Liberazione.

Il tour nelle sale italiane inizierà naturalmente da Bologna – città di riferimento di Monterenzio, luogo natale di Flora Monti – il 21 aprile, in occasione dell’anniversario della Liberazione del capoluogo emiliano-romagnolo. L’anteprima si terrà al Cinema Modernissimo alle ore 17:30; verranno quindi toccate le principali città italiane con un calendario fitto di proiezioni e presentazioni da parte della regista per tutta la settimana del 25 aprile. Si ricordano in particolare quelle di Milano, il 23 aprile al Cinema Arlecchino; il 24 aprile a Roma al Cinema Delle Provincie; il 25 aprile nuovamente a Bologna al Cinema Galliera; il 26 aprile a Firenze al Cinema Astra. Per rimanere aggiornati sul calendario completo delle proiezioni consultare le pagine social del film.

Il documentario di Martina De Polo, scritto insieme ad Alex Scorza, è il racconto in prima persona di Flora Monti, una tra le più giovani staffette partigiane della Resistenza Italiana che, a soli 12 anni, decide di schierarsi contro il nazifascismo e consegnare segretamente messaggi alle varie cellule della Resistenza sparse nella zona dell’Appennino tosco-emiliano. Nel 1944 gli americani la salvano insieme alla sua famiglia e ha così inizio un viaggio che li porterà in quello che allora era il più grande campo profughi d’Italia: Cinecittà.

La regista ha deciso di trasporre cinematograficamente la storia di Flora mescolando realtà e finzione attraverso l’impiego di diversi registri stilistici: intervista in studio, contestualizzazione storica con ricostruzioni in studio e in esterna, proiezioni sui corpi degli attori e il videomapping. Quest’ultimo è stato realizzato grazie al supporto di Bloomik, collettivo di artisti della post-produzione che ha agito partendo da immagini di repertorio fornite dall’UNICEF per realizzare delle proiezioni che si fondessero al meglio con gli elementi architettonici delle ambientazioni (come Piazza della Signoria a Firenze o Cinecittà a Roma).

Le scene con gli attori sono state realizzate insieme alla Fraternal Compagnia, associazione che da anni porta la commedia dell’arte in giro per il mondo. I suoi membri vengono mostrati all’interno di un limbo nero e con indosso le maschere tipiche di questa forma di spettacolo, creando un sentimento straniante e onirico rispetto alla scena.

Flora si avvale inoltre di un importante contributo musicale: la canzone Staffette in bicicletta di Vinicio Capossela (feat. Mara Redeghieri), donata dall’artista, cantautore, poeta, scrittore e intrattenitore, vincitore per ben sei volte della Targa Tenco. Il testo celebra il ruolo fondamentale delle donne nella Liberazione e il valore di ogni più piccolo gesto nella lotta al male.

Sul nostro canale Youtube trovate il trailer del film.

“Nelle storie familiari di molti di noi ci sono i racconti dei nostri nonni e genitori di sfollamento e resilienza in seguito alla seconda guerra mondiale” – ha dichiarato Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia. “Purtroppo, oggi come allora ci sono tanti bambini e giovani vittime di guerra, violenza e sfollamento. Come UNICEF Italia, proprio nell’anno in cui celebriamo il nostro 50° anniversario, siamo felici di aver dato un contributo alla realizzazione di questo film: quella di Flora è una storia di grande attualità che ci ricorda l’importanza del lavoro dell’UNICEF sempre accanto ai bambini più vulnerabili, nel dopoguerra in Italia e ancora oggi ovunque si verificano conflitti nel mondo.”

Combo è una cooperativa di servizi e casa di produzione che lavora nel campo cinematografico, audiovisivo e delle attività culturali. Combo ha coprodotto importanti progetti cinematografici come L’Agnello, Mise en abyme, Zen sul Ghiaccio sottile. Opera in sinergia tra i vari reparti per accentrare e semplificare le fasi produttive in spazi connessi e condivisi tra professionisti del settore e giovani che si vogliono avvicinare al lavoro sul set. È punto di riferimento per case di produzione, progetti indipendenti e giovani autori. Offre diversi servizi sui temi specifici: preproduzione, produzione, logistica, scelta dei componenti del set e attrezzatura necessaria. Partendo dalla città di Bologna sostiene la realizzazione di produzioni che hanno un respiro contemporaneo e di valorizzazione del territorio.

Lo Scrittoio è una società attiva da anni nel settore del cinema d’autore e dell’audiovisivo ed offre servizi integrati per la promozione e la distribuzione, affiancando modalità distributive innovative quelle tradizionali. Ha distribuito opere di maestri del cinema come Peter Greenaway (Goltzius and the Pelican Company e Nightwatching), Lech Majewski (Valley of the Gods insieme a CG Entertainment), Terrence Malick (Voyage of Time), Tsai Ming Liang (Days) insieme a Double Line. Attento alle opere prime e al cinema della realtà Lo Scrittoio ha distribuito tra gli altri: Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo e Guido Gabrielli, Non lo so ancora di Fabiana Sargentini, 7 giorni di Rolando Colla, Babylon Sisters di Gigi Roccati, Karenina & I di Tommaso Mottola, Noi ce la siamo cavata di Giuseppe Marco Albano, Le proprietà dei metalli di Antonio Bigini. Appena uscito in sala La seconda vita di Vito Palmieri, insieme ad Articolture e La pitturessa di Fabiana Sargentini in collaborazione con KAMA Productions.

Il film è prodotto da Combo con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission, Comune di Bologna, Comune di San Lazzaro di Savena e il supporto di UNICEF ed è distribuito da Lo Scrittoio che continua così nel proprio lavoro di sostegno a un cinema che oltre ad intrattenere sia in grado di far riflettere.

La Direzione

FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA a Milano

33° FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA – FESCAAAL Three is perfection
A MILANO e ONLINE in tutta Italia su MYMOVIES.IT,  DAL 3 al 12 MAGGIO 2024
www.fescaaal.org 

FREEMONT di Babak Jalali  apre la 33ª edizione del  Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina
OPENING NIGHT | Cinema Godard Fondazione Prada | venerdì 3 maggio 

Annunciata anche la Giuria del Concorso Internazionale “Finestre sul Mondo” che sarà composta dai registi Lav Diaz e Ali Asgari e dalla distributrice Anastasia Plazzotta

Sarà Fremont di Babak Jalali a inaugurare venerdì 3 maggio la 33ª edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, la cui Cerimonia d’apertura sarà ospitata anche quest’anno nel Cinema Godard di Fondazione Prada.  “Una proficua collaborazione tra il nostro storico festival e uno dei più importanti poli della vita culturale milanese che sta contribuendo a portare a Milano film e personalità di rilievo del cinema contemporaneo e internazionale” dichiarano le direttrici artistiche Annamaria Gallone e Alessandra Speciale. 

Scritto con Carolina Cavalli, Fremont è stato presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2023 e ha vinto successivamente numerosi premi, tra cui il Premio alla Miglior Regia al Karlovy Vary IFF e il John Cassavetes Award agli Independent Spirit Awards. Nel cast una giovane rifugiata afghana per la prima volta sullo schermo, Anaita Wali Zada, e una delle star attualmente più richieste a Hollywood, l’attore americano Jeremy Allen White. Il film uscirà in Italia distribuito da Wanted Cinema a fine giugno 2024. Il regista Babak Jalali sarà presente alla proiezione.  

È ufficiale anche la Giuria del Concorso Lungometraggi “Finestre sul Mondo” che sarà composta da tre prestigiose figure del panorama cinematografico internazionale e italiano, i registi Lav Diaz (Presidente) e Ali Asgari e la distributrice Anastasia Plazzotta. 

33° FESCAAAL | Il film di apertura

FREMONT di Babak Jalali 
USA, 2023, 88’
Fremont è una città della Bay Area chiamata anche Little Kabul perché ospita una delle più grandi comunità di afghani degli Stati Uniti. A Fremont Donya, una giovane rifugiata afghana che lavorava a Kabul come interprete per gli americani, conduce un’esistenza solitaria, divisa tra il lavoro come scrittrice di frasi profetiche dei biscotti della fortuna di una piccola ditta cinese e le sedute con un eccentrico psicoterapeuta. Tormentata dall’insonnia e dal ricordo di coloro che ha lasciato a Kabul, Donya cerca l’amore.  

Babak Jalali nasce nel nord dell’Iran e cresce a Londra. È regista e produttore cinematografico. Il suo cortometraggio, Heydar, An Afghan In Tehran, riceve una nomination ai BAFTA nel 2006. Il suo primo lungometraggio, Frontier Blues, è sviluppato presso la Résidence della Cinéfondation del Festival di Cannes. Il film è poi presentato in Concorso Ufficiale al Festival di Locarno nel 2009 e vince il Premio Fipresci della critica internazionale al San Francisco Film Festival. Nel 2016, il suo secondo lungometraggio, Radio Dreams, vince il Tiger Award al Rotterdam IFF. Segue il film Land, presentato alla Berlinale nel 2018. Fremont è il suo quarto lungometraggio.  

33° FESCAAAL | La Giuria del Concorso Lungometraggi “Finestre sul mondo”  

 Lav Diaz – Presidente  

Lav Diaz - IMDb Lav Diaz (Datu Paglas, 1958) è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, direttore della fotografia, montatore e attore filippino. Spesso citato come uno dei membri chiave del movimento del slow cinema, ha realizzato alcuni dei film narrativi più lunghi mai prodotti ed è uno dei registi contemporanei più acclamati dalla critica. I film di Diaz hanno ottenuto negli anni consensi e numerosi premi nei festival di tutto il mondo. From What Is Before (2014) vince il Pardo d’Oro al Festival di Locarno 2014; A Lullaby to the Sorrowful Mystery (2016) è presentato alla Berlinale dove vince l’Orso d’Argento, e The Woman Who Left – La donna che se ne è andata (2016) è selezionato alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia dove vince il Leone d’Oro. Nel 2023 con When the Waves Are Gone torna a Venezia e nello stesso anno Essential Truths of the Lake è presentato al Festival di Locarno.  

Ali Asgari 

Ali Asgari | OSOBNOSTI.cz Ali Asgari nasce a Teheran, in Iran e studia cinema in Italia. Nel 2023 è alunno del Talent Campus della Berlinale. Due dei suoi primi cortometraggi, More Than Two Hours (2013) e Il silenzio (2016, co-diretto con Farnoosh Samadi), sono presentati in concorso al Festival di Cannes. Il cortometraggio The Baby è selezionato alla Mostra di Venezia nel 2014 nella sezione Orizzonti. I suoi cortometraggi sono selezionati in oltre 600 festival internazionali, tra i quali Sundance, BFI di Londra, e Melbourne, dove ottengono complessivamente più di 150 premi. Il suo lungometraggio d’esordio, Disappearance, è stato sviluppato a La Résidence della Cinéfondation di Cannes e presentato in prima mondiale a Venezia e poi a Toronto. Nel 2022 Until Tomorrow è selezionato alla Berlinale nella sezione Panorama e nel 2023 Kafka a Teheran, in co-regia con Alireza Khatami, è presentato a Un Certain Regard a Cannes.  

Anastasia Plazzotta  

Riapre il cinema Wanted Clan: “Per ora è una sede provvisoria, ma ... Anastasia Plazzotta si laurea all’università Ca’ Foscari di Venezia in Lingue e letterature eurasiatiche e consegue un master in Tecniche della narrazione presso la Scuola Holden di Torino. Ha lavorato in Fandango Libri come caporedattore e in Fandango Doc, dove ha coordinato la produzione e la distribuzione di documentari. Dal 2005 al 2020 collabora con la Feltrinelli Editore dove è stata responsabile della sezione video della casa editrice ed editor della collana Feltrinelli Real Cinema. Nel 2014 fonda Wanted Cinema, casa di distribuzione cinematografica specializzata in cinema d’essai, film d’autore e titoli europei, pluripremiati nel mondo. Tra i più recenti titoli portati in sala da Wanted: Sick of Myself, A passo d’uomo, Smoke Sauna Sisterhood, La natura dell’amore, Il teorema di Margherita. Dal 2023, è membro del Consiglio di amministrazione di Europa Distribution. 

Il FESTIVAL DEL CINEMA AFRICANO, D’ASIA E AMERICA LATINA è organizzato dall’Associazione Centro Orientamento Educativo – COE www.coeweb.org, ed è socio fondatore di MFN – Milano Film Network, la rete che unisce l’esperienza e le risorse dei sette festival di cinema milanesi. 

Ulteriori informazioni, aggiornamenti e anticipazioni sul 33° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina 
www.fescaaal.org 
email [email protected]   

La Direzione

CAPITAN HARLOCK. L’ARCADIA DELLA MIA GIOVINEZZA

A 45 ANNI DAL SUO DEBUTTO ITALIANO NELLE SALE SI FESTEGGIA  L’EROE RIBELLE NATO DAL GENIO CREATIVO DI LEIJI MATSUMOTO CAPACE DI ISPIRARE UN’INTERA GENERAZIONE

 Trailer:

 

LA PIU’ GRANDE REUNION AL CINEMA DI TUTTI I FAN DEL VISIONARIO PIRATA DELLO SPAZIO SOLO IL 20, 21, 22 MAGGIO

Spietato, idealista, leale e incorruttibile, Capitan Harlock è il pirata spaziale più famoso dell’animazione giapponese. Benda nera a coprire un occhio, cicatrice che gli attraversa il volto, un lungo mantello nero, stivali che anticipano il suo arrivo con passo leggero ma autoritario. Capitan Harlock è prima di tutto un personaggio nato a fumetti nel 1977 per mano di Leiji Matsumoto, che al corsaro dello spazio aveva in realtà dedicato più di un’opera, quelle dove il protagonista è conosciuto come il “proto-Harlock”. In un manga del 1972, Gun Frontier, ambientato nel vecchio West, Harlock fa per esempio la conoscenza con il giapponese Tochiro: colui che diventerà nella fenomenologia della serie il suo migliore amico, nonché il costruttore geniale della nave Arcadia. Il pirata diventa una star nel 1978 quando Toei dà vita alla celeberrima serie animata in 42 episodi diretta da Rintarō. Nell’anime l’Arcadia cambia colore rispetto al fumetto, un colore blu notte. Inoltre, per accentuare il tono drammatico e nostalgico della trama viene creato il personaggio di Mayu: la piccola è molto affezionata a Harlock e in più di un’occasione giocherà un ruolo centrale nell’affetto e nelle decisioni del pirata. Se in Giappone il corsaro spaziale occupa le pagine dei principali mensili specializzati in animazione e viene omaggiato da numerosi libri illustrati, in Italia la popolarità della serie si fa registrare anche grazie al successo della sigla cantata da La banda dei bucanieri (Fonit Cetra), scritta da Luigi Albertelli con Vince Tempera.

 

 

 

 

 

 

 

In CAPITAN HARLOCK. L’ARCADIA DELLA MIA GIOVINEZZA la guerra contro gli Illumidiani é perduta, la libertà una chimera. Un valoroso guerriero torna, stanco ma indomito, sul suo pianeta occupato: il suo nome è Harlock. Le città sono in rovina e i governanti corrotti non hanno esitato a vendersi all’invasore. Ma c’è ancora qualcuno che combatte per la libertà: Maya, la “voce” della resistenza; Zoll, il mercenario di Tokarga deciso a vendicare il suo popolo; Emeraldas, una piratessa spaziale. E infine Tochiro, legato ad Harlock da un’amicizia che si trasmette da generazioni, il geniale costruttore di una possente astronave che porta il nome di un’utopia: Arcadia. La battaglia per la libertà sta per iniziare.

Giovanni De Santis

ENNIO DORIS C’E’ ANCHE DOMANI

Medusa Film - Ennio Doris – C’è anche domani

un film di GIACOMO CAMPIOTTI

con MASSIMO GHINI e LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE

tratto dall’autobiografia di Ennio Doris
C’È ANCHE DOMANI
(edizioni Sperling & Kupfer)

EVENTO SPECIALE AL CINEMA 15, 16, 17 APRILE

 

 

 

 

 

 

2008  crollo di Lehman Brothers ed inizio di una pesante crisi economica.
Ennio Doris, l’uomo d’oro della finanza italiana, il “banchiere gentile” che costruì la banca Mediolanum attiva nel settore della finanza e del risparmio,   prende  decisioni  sorprendenti. Con continui flashback il film  si dipana lungo tre archi temporali. Quello del bambino con una capacità d’osservazione straordinaria, quello del giovane uomo innamorato e con un sogno nel cuore e quello del banchiere entrato nell’immaginario collettivo.
Con una retorica che non lascia tregua il film sciorina situazioni e personaggi in un lungo arco temporale con un falso sottofondo buonista. Un Berlusconi senza età domina la scena nell’ultima parte della pellicola.

 

 

 

 

 

Bravi sicuramente MASSIMO GHINI e LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE (  e solo loro ), ma non basta per un film che speriamo non sia il primo di una lunga serie di pellicole celebrative del Presidente Belusconi.
prodotto da GUIDO BORGHI
una produzione MOVIE MAGIC INTERNATIONAL

Trailer

 

 

 

 

 

SERENA PASINETTI

TRANSFORMERS 40th ANNIVERSARY EVENT

La magia di episodi classici della serie animata del 1984  arricchita da un esclusivo dietro le quinte  con Peter Cullen, Frank Welker e altri doppiatori originali dei TRANSFORMERS

 Al cinema solo il 15, 18 e 19 maggio

Questa speciale esperienza cinematografica riporterà i fan alle origini: alcuni dei doppiatori originali di TRANSFORMERS, tra cui Peter Cullen (voce originale di Optimus Prime) e Frank Welker (voce originale di Megatron), si riuniranno per la prima volta dopo decenni per ritrovare i propri personaggi e ricreare la magia della serie animata del 1984.

Un esclusivo backstage del doppiaggio dell’episodio pilota, More Than Meets the Eye, Part 1, comparirà su split screen, seguito da una proiezione tradizionale dei tre episodi successivi della serie. Un’opportunità unica per celebrare 40 anni di azione, umorismo e il lascito dei TRANSFORMERS in un evento che è davvero… More Than Meets the Eye!

Per decenni, la battaglia tra gli Autobot e i Decepticon ha preso vita nei film, nei fumetti, nei giocattoli innovativi, nelle esperienze dal vivo e nei media digitali, elevando il marchio TRANSFORMERS a una serie di successo globale con milioni di fan in tutto il mondo. Per celebrare i 40 anni, stiamo riportando i fan là dove tutto è iniziato“, ha dichiarato Alyse D’Antuono, Vice Presidente, Global Franchise Strategy & Management, Action Brands di Hasbro. “La serie animata TRANSFORMERS ha catturato l’immaginazione dei fan di tutte le età sin dal suo debutto nel 1984, introducendo una battaglia senza tempo tra il bene e il male alimentata da azione e avventura. Chiedete a un qualsiasi fan della prima ora e probabilmente vi dirà dove si trovava quando ha sentito per la prima volta l’iconica frase di Optimus Prime “Autobots, roll out” o cosa ha provato quando ha convertito per la prima volta un personaggio bot nella sua modalità alt.

Con contenuti esclusivi con i doppiatori originali della serie, questo evento cinematografico è veramente per i nostri fan e invita il pubblico a sperimentare il divertimento che ha dato inizio a tutto“.

Giovanni De Santis

 

 

INNOCENCE

U N F I L M D I G U Y D A V I D I

DANIMARCA / ISRAELE / FINLANDIA / ISLANDA, 2022

DURATA 100’

V.O. SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Guy Davidi è nato nel 1978 a Jaffa, in Israele. Candidato all’Oscar e vincitore di un Emmy Award, gira e monta film dall’età di sedici anni. I suoi documentari sono stati proiettati in decine di festival cinematografici internazionali, locali, cinema e canali televisivi. I suoi cortometraggi includono titoli come In Working Progress (2006), Women Defiyng Barriers (2009) e High Hopes (2014), che contiene musiche dei Pink Floyd.

Innocence, un film su cosa significa crescere in un paese che ti obbliga a diventare un soldato.

Fare una guerra è un lavoro di narrazione.
Una buona storia è fondamentale per legittimare l’uso della forza militare. Ecco perché i militari hanno bisogno di attività promozionali e Israele è un Paese modello nel promuovere le proprie imprese militari.


Abbiamo colonizzato, occupato e invaso con successo, semplicemente per diventare più forti e accettati dalle altre nazioni. La nostra storia di ebrei perseguitati e la nostra democrazia illuminata fanno entrambe parte del nostro solido kit di pubbliche relazioni. Ma prima di promuovere la nostra storia nel resto del
mondo, dobbiamo promuoverla presso i nostri figli.
Poiché la corruzione morale legata all’apartheid prospera, evitare il servizio militare diventa una minaccia. Ad alcuni ragazzi offriamo benefici, alla maggior parte propiniamo promesse fittizie. Ogni ragazzo viene selezionato per prestare servizio con una pressione sopportabile e un’adeguata quantità di esposizione alla violenza.
Innocence racconta la storia di ragazze e ragazzi che hanno resistito all’arruolamento ma poi sono capitolati. Le loro storie non sono mai state raccontate perché sono morti in servizio. Attraverso un racconto basato sui loro inquietanti diari, il film descrive il loro sconvolgimento interiore, intrecciando immagini militari di prima mano, momenti chiave dall’infanzia fino all’arruolamento e video amatoriali dei soldati deceduti, le cui storie sono state messe a tacere e sono viste come una minaccia nazionale.

“Questo mondo è pieno di malvagità, sfruttamento, ingiustizia e dolore.
Una volta entrato nell’esercito, sono diventato parte di ciò che crea tutto questo”

Trailer:

 

Giovanni De Santis

La Seconda Vita

La Seconda Vita di Vito Palmieri arriva nelle sale il  4 aprile 2024 dopo l’emozionante esordio come opera d’apertura al BiF&st – Bari International Film Festival. Il film, prodotto da Articolture in collaborazione con Rai Cinema, sarà distribuito al cinema da Articolture e Lo Scrittoio, dopo un calendario di proiezioni speciali nelle carceri di diverse città italiane, in coerenza con il tema affrontato e con l’approccio produttivo adottato che punta a valorizzare gli impatti sociali di un progetto filmico.


Diretto da Vito Palmieri (vincitore del Gran Prix del pubblico di Shanghai con il suo film d’esordio, See you in Texas, del Toronto Film Festival con il suo corto Matilde, già presentato in Berlinale Generation K+, e vincitore del premio MigrArti 2018 con Il Mondiale in Piazza) e scritto a quattro mani insieme a Michele Santeramo, La Seconda Vita è la storia di Anna (Marianna Fontana, L’ultima volta che siamo stati bambini, Capri-Revolution, Indivisibili), giovane donna dal passato oscuro, che decide di trasferirsi in un piccolo comune di provincia.

Ed è all’interno di questa piccola comunità che Anna riscopre e riassapora la routine del quotidiano: lavora, cammina libera per le strade, conosce nuove persone tra le quali Antonio (Giovanni Anzaldo), un uomo dolce e introverso con cui inizia una timida relazione. Ma il passato sembra non lasciarle scampo perché il giudizio degli altri, a differenza delle sentenze e delle condanne, pare non finire mai. Il regista ha definito La seconda vita come: “un film che racconta un percorso interiore alla scoperta di sé e della propria anima”.


Palmieri sceglie infatti di disseminare il racconto di flashback che svelano a poco a poco il passato di Anna e insieme punteggiano il senso di turbamento che la protagonista sta vivendo e cercando di superare.
La Seconda Vita affronta l’urgente tema del reintegro sociale dopo un’esperienza di detenzione ed è stato realizzato con il coinvolgimento della Casa Circondariale Dozza – Rocco d’Amato di Bologna e della Casa di Reclusione di Volterra. Ciò ha permesso l’inclusione di persone in stato detentivo e di mediatori penali nella lavorazione dell’opera e quindi nella sua diffusione, per promuovere la giustizia riparativa come visione alternativa e complementare a sostenere una vera ed efficace inclusione sociale.

La peculiarità del percorso di vita del film è, infatti, il programma di anteprime nelle carceri italiane: il 22 marzo nel carcere di Bologna; il 25 marzo nel carcere di Bollate-Milano; il 27 marzo a Trento e Bolzano; il 29 marzo nel carcere femminile di Trani; il 2 aprile a Volterra; e l’8 aprile a Roma.


La Seconda Vita è stato girato tra Toscana ed Emilia-Romagna: a Bologna, a Rimini e in particolar modo a Peccioli, piccolo comune in provincia di Pisa, appena eletto Borgo dei Borghi 2024 che sta vivendo a propria volta una seconda vita grazie a una visione innovativa nel connubio tra creatività e sostenibilità ambientale: le “Presenze”, gigantesche statue che si stagliano nel paesaggio toscano, dialogano metaforicamente con la storia vissuta dalla protagonista. Il film, oltre alla fotografia del pluripremiato Michele D’Attanasio (vincitore del David di Donatello con Freaks Out, Veloce come il vento, Zinanà), vede coinvolti Lorenzo Esposito Fornasari alle musiche, Corrado Iuvara al montaggio, le sorelle Francesca e Roberta Vecchi ai costumi e l’esordio nel lungometraggio di Ilenia Burtoli alle scene.
La colonna sonora de La Seconda Vita è arricchita della collaborazione autoriale tra Lorenzo Esposito Fornasari e Cristina Donà sulla canzone originale La Vela. La cantautrice italiana è attiva da più di vent’anni in ambito musicale, contribuendo a definire una nuova stagione del rock di matrice mediterranea. È stata la prima artista italiana a salire sul palco del prestigioso Meltdown Festival alla Royal Albert Festival Hall di Londra, nonché vincitrice tre volte della Targa Tenco, divenendo punto di riferimento e figura ispiratrice per le nuove generazioni di musicisti italiani.

Trailer:

Giovanni De Santis

E LA FESTA CONTINUA!

Regia: Robert Guédiguian
Genere: Commedia
Con: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Robinson Stévenin, Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet, Alice Da Luz Gomes
Durata: 106′

Presentato in GRAND PUBLIC alla Festa del Cinema di Roma 2023

Rosa è il cuore e l’anima del suo quartiere popolare nella vecchia Marsiglia. Divide la sua energia tra la sua famiglia numerosa e unita, il lavoro da infermiera e il suo impegno politico. Ma quando si avvicina alla pensione, le sue illusioni cominciano a vacillare. Sostenuta dalla vitalità dei suoi cari e dall’incontro con Henri, si rende conto che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni, sia politici che personali.

Il film è nostalgia pura senza essere malinconico per quanto riguarda la ” politica” in senso generale. Guédiguian butta un occhio sul modo nuovo di fare politica : quello della società civile, dell’aggregazione dal basso rispetto a quella dei partiti della sinistra che non riescono mai a trovare una strada comune, andando incontro a sconfitte continue. Senza spoilerare, il regista ci darà una sua visione finale diciamo…positiva.

La pellicola cade invece nella retorica e nello stereotipo quando parla dei rapporti personali, o dei singoli personaggi tratteggiati in modo forse un po’ troppo semplicistico e prevedibile, abbastanza tipico comunque del cinema del regista marsigliese che si è sempre mosso più sul sociale che sul personale.

Su tutta questa umanità ci accoglie Marsiglia splendida, multietnica e colorata.
Indubbiamente sopra tutti gli altri gli attori meno giovani.
Da vedere.

Al cinema dall’11 Aprile, per una produzione di AGAT FILMS in coproduzione con BIBI FILM e FRANCE 3 CINÉMA e distribuito da LUCKY RED.

 

 

 

Serena Pasinetti

5° MiWORLD YOUNG FILM FESTIVAL – MiWY

Cinema & Interculture for Schools
In sala e online dal 6 all’11 maggio 2024

Ritorna il MiWorld Young Film Festival – MiWY, il primo e unico festival di cinema per le scuole in Italia interamente dedicato alla conoscenza delle cinematografie e delle culture di Africa, Asia e America Latina e alla promozione di percorsi di Educazione alla cittadinanza globale. Giunto alla quinta edizione si svolgerà da lunedì 6 a sabato 11 maggio in sala a Milano, a Lecco e in modalità online. 

In programma 3 lungometraggi dai 3 continenti e 9 cortometraggi di registe e registi africani o afrodiscendenti che affrontano problematiche attuali e di interesse per le nuove generazioni da punti di vista inconsueti, non eurocentrici e non stereotipati. Film prevalentemente di fiction che esplorano il rapporto di bambine e bambini, ragazze e ragazzi di diversi angoli del mondo con gli adulti, le radici culturali e discriminazioni, il razzismo, i condizionamenti sociali e diritti negati. 

Destinatarie della proposta sono le classi delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di tutta Italia che avranno modo di conoscere e approfondire film di autore, quasi tutti in anteprima nazionale, vivere un’esperienza di visione comunitaria, partecipare allo scambio post proiezione anche con registe, registi ed esperti, riflettere sul proprio ruolo di giovani  come agenti di cambiamento e contribuire, tramite votazione, all’assegnazione del Premio al miglior lungometraggio e del Premio al miglior cortometraggio della Giuria Popolare. 

La modalità online #MiWYfaidate consentirà a tutte le classi dell’intero territorio nazionale di visionare su Mymovies.it i film prescelti in orari e giornate prestabilite e di usufruire di materiali didattici e informativi per il lavoro di approfondimento. 

Sarà possibile partecipare alle proiezioni mattutine previste in sala a Milano nei giorni 6, 7, 8, 9 e 10 maggio e a Lecco il 9 maggio. 

Il biglietto di ingresso per le proiezioni in sala è di 5 Euro per ogni studentessa/studente. 

Per la partecipazione a #MiWYfaidate il costo è di 50 Euro per classe.  

MiWY nasce nel 2019 come evoluzione dello Spazio Scuola del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano grazie al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola dei Ministeri MIC e MIM ed entrambe le iniziative sono organizzate dall’Associazione Centro Orientamento Educativo – COE. 

La Fondazione ISMU, partner storico di MiWY, conferma il collaudato percorso formativo della Giuria Docenti per l’assegnazione del Premio ISMU – Big Zebra al miglior lungometraggio. Alla Giuria partecipano 20 insegnanti di scuole di ogni ordine e grado di Milano e provincia, motivati ad implementare competenze su cinema e didattica interculturale attraverso incontri e scambi tra pari. 

La Scuola Mohole – Scuola di Cinema, Comunicazione e Storytelling di Milano consolida invece la collaborazione come media partner e quest’anno saranno le ragazze e i ragazzi del 2° anno dell’indirizzo di cinema a far parte della Giuria Studenti con il compito di assegnare il Premio COE- Little Zebra al miglior cortometraggio.   

MiWY fin dalla prima edizione è in gemellaggio con Castellinaria – festival del cinema giovane di Bellinzona.  

I premi delle Giurie Docenti e Studenti e della Giuria popolare saranno annunciati nella cerimonia di premiazione congiunta dei due festival, FESCAAAL e MiWY, che avrà luogo la sera di sabato 11 maggio all’Auditorium San Fedele di Milano.  

La Direzione