CAPITAN HARLOCK. L’ARCADIA DELLA MIA GIOVINEZZA

A 45 ANNI DAL SUO DEBUTTO ITALIANO NELLE SALE SI FESTEGGIA  L’EROE RIBELLE NATO DAL GENIO CREATIVO DI LEIJI MATSUMOTO CAPACE DI ISPIRARE UN’INTERA GENERAZIONE

 Trailer:

 

LA PIU’ GRANDE REUNION AL CINEMA DI TUTTI I FAN DEL VISIONARIO PIRATA DELLO SPAZIO SOLO IL 20, 21, 22 MAGGIO

Spietato, idealista, leale e incorruttibile, Capitan Harlock è il pirata spaziale più famoso dell’animazione giapponese. Benda nera a coprire un occhio, cicatrice che gli attraversa il volto, un lungo mantello nero, stivali che anticipano il suo arrivo con passo leggero ma autoritario. Capitan Harlock è prima di tutto un personaggio nato a fumetti nel 1977 per mano di Leiji Matsumoto, che al corsaro dello spazio aveva in realtà dedicato più di un’opera, quelle dove il protagonista è conosciuto come il “proto-Harlock”. In un manga del 1972, Gun Frontier, ambientato nel vecchio West, Harlock fa per esempio la conoscenza con il giapponese Tochiro: colui che diventerà nella fenomenologia della serie il suo migliore amico, nonché il costruttore geniale della nave Arcadia. Il pirata diventa una star nel 1978 quando Toei dà vita alla celeberrima serie animata in 42 episodi diretta da Rintarō. Nell’anime l’Arcadia cambia colore rispetto al fumetto, un colore blu notte. Inoltre, per accentuare il tono drammatico e nostalgico della trama viene creato il personaggio di Mayu: la piccola è molto affezionata a Harlock e in più di un’occasione giocherà un ruolo centrale nell’affetto e nelle decisioni del pirata. Se in Giappone il corsaro spaziale occupa le pagine dei principali mensili specializzati in animazione e viene omaggiato da numerosi libri illustrati, in Italia la popolarità della serie si fa registrare anche grazie al successo della sigla cantata da La banda dei bucanieri (Fonit Cetra), scritta da Luigi Albertelli con Vince Tempera.

 

 

 

 

 

 

 

In CAPITAN HARLOCK. L’ARCADIA DELLA MIA GIOVINEZZA la guerra contro gli Illumidiani é perduta, la libertà una chimera. Un valoroso guerriero torna, stanco ma indomito, sul suo pianeta occupato: il suo nome è Harlock. Le città sono in rovina e i governanti corrotti non hanno esitato a vendersi all’invasore. Ma c’è ancora qualcuno che combatte per la libertà: Maya, la “voce” della resistenza; Zoll, il mercenario di Tokarga deciso a vendicare il suo popolo; Emeraldas, una piratessa spaziale. E infine Tochiro, legato ad Harlock da un’amicizia che si trasmette da generazioni, il geniale costruttore di una possente astronave che porta il nome di un’utopia: Arcadia. La battaglia per la libertà sta per iniziare.

Giovanni De Santis

TRANSFORMERS 40th ANNIVERSARY EVENT

La magia di episodi classici della serie animata del 1984  arricchita da un esclusivo dietro le quinte  con Peter Cullen, Frank Welker e altri doppiatori originali dei TRANSFORMERS

 Al cinema solo il 15, 18 e 19 maggio

Questa speciale esperienza cinematografica riporterà i fan alle origini: alcuni dei doppiatori originali di TRANSFORMERS, tra cui Peter Cullen (voce originale di Optimus Prime) e Frank Welker (voce originale di Megatron), si riuniranno per la prima volta dopo decenni per ritrovare i propri personaggi e ricreare la magia della serie animata del 1984.

Un esclusivo backstage del doppiaggio dell’episodio pilota, More Than Meets the Eye, Part 1, comparirà su split screen, seguito da una proiezione tradizionale dei tre episodi successivi della serie. Un’opportunità unica per celebrare 40 anni di azione, umorismo e il lascito dei TRANSFORMERS in un evento che è davvero… More Than Meets the Eye!

Per decenni, la battaglia tra gli Autobot e i Decepticon ha preso vita nei film, nei fumetti, nei giocattoli innovativi, nelle esperienze dal vivo e nei media digitali, elevando il marchio TRANSFORMERS a una serie di successo globale con milioni di fan in tutto il mondo. Per celebrare i 40 anni, stiamo riportando i fan là dove tutto è iniziato“, ha dichiarato Alyse D’Antuono, Vice Presidente, Global Franchise Strategy & Management, Action Brands di Hasbro. “La serie animata TRANSFORMERS ha catturato l’immaginazione dei fan di tutte le età sin dal suo debutto nel 1984, introducendo una battaglia senza tempo tra il bene e il male alimentata da azione e avventura. Chiedete a un qualsiasi fan della prima ora e probabilmente vi dirà dove si trovava quando ha sentito per la prima volta l’iconica frase di Optimus Prime “Autobots, roll out” o cosa ha provato quando ha convertito per la prima volta un personaggio bot nella sua modalità alt.

Con contenuti esclusivi con i doppiatori originali della serie, questo evento cinematografico è veramente per i nostri fan e invita il pubblico a sperimentare il divertimento che ha dato inizio a tutto“.

Giovanni De Santis

 

 

INNOCENCE

U N F I L M D I G U Y D A V I D I

DANIMARCA / ISRAELE / FINLANDIA / ISLANDA, 2022

DURATA 100’

V.O. SOTTOTITOLATA IN ITALIANO

Guy Davidi è nato nel 1978 a Jaffa, in Israele. Candidato all’Oscar e vincitore di un Emmy Award, gira e monta film dall’età di sedici anni. I suoi documentari sono stati proiettati in decine di festival cinematografici internazionali, locali, cinema e canali televisivi. I suoi cortometraggi includono titoli come In Working Progress (2006), Women Defiyng Barriers (2009) e High Hopes (2014), che contiene musiche dei Pink Floyd.

Innocence, un film su cosa significa crescere in un paese che ti obbliga a diventare un soldato.

Fare una guerra è un lavoro di narrazione.
Una buona storia è fondamentale per legittimare l’uso della forza militare. Ecco perché i militari hanno bisogno di attività promozionali e Israele è un Paese modello nel promuovere le proprie imprese militari.


Abbiamo colonizzato, occupato e invaso con successo, semplicemente per diventare più forti e accettati dalle altre nazioni. La nostra storia di ebrei perseguitati e la nostra democrazia illuminata fanno entrambe parte del nostro solido kit di pubbliche relazioni. Ma prima di promuovere la nostra storia nel resto del
mondo, dobbiamo promuoverla presso i nostri figli.
Poiché la corruzione morale legata all’apartheid prospera, evitare il servizio militare diventa una minaccia. Ad alcuni ragazzi offriamo benefici, alla maggior parte propiniamo promesse fittizie. Ogni ragazzo viene selezionato per prestare servizio con una pressione sopportabile e un’adeguata quantità di esposizione alla violenza.
Innocence racconta la storia di ragazze e ragazzi che hanno resistito all’arruolamento ma poi sono capitolati. Le loro storie non sono mai state raccontate perché sono morti in servizio. Attraverso un racconto basato sui loro inquietanti diari, il film descrive il loro sconvolgimento interiore, intrecciando immagini militari di prima mano, momenti chiave dall’infanzia fino all’arruolamento e video amatoriali dei soldati deceduti, le cui storie sono state messe a tacere e sono viste come una minaccia nazionale.

“Questo mondo è pieno di malvagità, sfruttamento, ingiustizia e dolore.
Una volta entrato nell’esercito, sono diventato parte di ciò che crea tutto questo”

Trailer:

 

Giovanni De Santis

La Seconda Vita

La Seconda Vita di Vito Palmieri arriva nelle sale il  4 aprile 2024 dopo l’emozionante esordio come opera d’apertura al BiF&st – Bari International Film Festival. Il film, prodotto da Articolture in collaborazione con Rai Cinema, sarà distribuito al cinema da Articolture e Lo Scrittoio, dopo un calendario di proiezioni speciali nelle carceri di diverse città italiane, in coerenza con il tema affrontato e con l’approccio produttivo adottato che punta a valorizzare gli impatti sociali di un progetto filmico.


Diretto da Vito Palmieri (vincitore del Gran Prix del pubblico di Shanghai con il suo film d’esordio, See you in Texas, del Toronto Film Festival con il suo corto Matilde, già presentato in Berlinale Generation K+, e vincitore del premio MigrArti 2018 con Il Mondiale in Piazza) e scritto a quattro mani insieme a Michele Santeramo, La Seconda Vita è la storia di Anna (Marianna Fontana, L’ultima volta che siamo stati bambini, Capri-Revolution, Indivisibili), giovane donna dal passato oscuro, che decide di trasferirsi in un piccolo comune di provincia.

Ed è all’interno di questa piccola comunità che Anna riscopre e riassapora la routine del quotidiano: lavora, cammina libera per le strade, conosce nuove persone tra le quali Antonio (Giovanni Anzaldo), un uomo dolce e introverso con cui inizia una timida relazione. Ma il passato sembra non lasciarle scampo perché il giudizio degli altri, a differenza delle sentenze e delle condanne, pare non finire mai. Il regista ha definito La seconda vita come: “un film che racconta un percorso interiore alla scoperta di sé e della propria anima”.


Palmieri sceglie infatti di disseminare il racconto di flashback che svelano a poco a poco il passato di Anna e insieme punteggiano il senso di turbamento che la protagonista sta vivendo e cercando di superare.
La Seconda Vita affronta l’urgente tema del reintegro sociale dopo un’esperienza di detenzione ed è stato realizzato con il coinvolgimento della Casa Circondariale Dozza – Rocco d’Amato di Bologna e della Casa di Reclusione di Volterra. Ciò ha permesso l’inclusione di persone in stato detentivo e di mediatori penali nella lavorazione dell’opera e quindi nella sua diffusione, per promuovere la giustizia riparativa come visione alternativa e complementare a sostenere una vera ed efficace inclusione sociale.

La peculiarità del percorso di vita del film è, infatti, il programma di anteprime nelle carceri italiane: il 22 marzo nel carcere di Bologna; il 25 marzo nel carcere di Bollate-Milano; il 27 marzo a Trento e Bolzano; il 29 marzo nel carcere femminile di Trani; il 2 aprile a Volterra; e l’8 aprile a Roma.


La Seconda Vita è stato girato tra Toscana ed Emilia-Romagna: a Bologna, a Rimini e in particolar modo a Peccioli, piccolo comune in provincia di Pisa, appena eletto Borgo dei Borghi 2024 che sta vivendo a propria volta una seconda vita grazie a una visione innovativa nel connubio tra creatività e sostenibilità ambientale: le “Presenze”, gigantesche statue che si stagliano nel paesaggio toscano, dialogano metaforicamente con la storia vissuta dalla protagonista. Il film, oltre alla fotografia del pluripremiato Michele D’Attanasio (vincitore del David di Donatello con Freaks Out, Veloce come il vento, Zinanà), vede coinvolti Lorenzo Esposito Fornasari alle musiche, Corrado Iuvara al montaggio, le sorelle Francesca e Roberta Vecchi ai costumi e l’esordio nel lungometraggio di Ilenia Burtoli alle scene.
La colonna sonora de La Seconda Vita è arricchita della collaborazione autoriale tra Lorenzo Esposito Fornasari e Cristina Donà sulla canzone originale La Vela. La cantautrice italiana è attiva da più di vent’anni in ambito musicale, contribuendo a definire una nuova stagione del rock di matrice mediterranea. È stata la prima artista italiana a salire sul palco del prestigioso Meltdown Festival alla Royal Albert Festival Hall di Londra, nonché vincitrice tre volte della Targa Tenco, divenendo punto di riferimento e figura ispiratrice per le nuove generazioni di musicisti italiani.

Trailer:

Giovanni De Santis

5° MiWORLD YOUNG FILM FESTIVAL – MiWY

Cinema & Interculture for Schools
In sala e online dal 6 all’11 maggio 2024

Ritorna il MiWorld Young Film Festival – MiWY, il primo e unico festival di cinema per le scuole in Italia interamente dedicato alla conoscenza delle cinematografie e delle culture di Africa, Asia e America Latina e alla promozione di percorsi di Educazione alla cittadinanza globale. Giunto alla quinta edizione si svolgerà da lunedì 6 a sabato 11 maggio in sala a Milano, a Lecco e in modalità online. 

In programma 3 lungometraggi dai 3 continenti e 9 cortometraggi di registe e registi africani o afrodiscendenti che affrontano problematiche attuali e di interesse per le nuove generazioni da punti di vista inconsueti, non eurocentrici e non stereotipati. Film prevalentemente di fiction che esplorano il rapporto di bambine e bambini, ragazze e ragazzi di diversi angoli del mondo con gli adulti, le radici culturali e discriminazioni, il razzismo, i condizionamenti sociali e diritti negati. 

Destinatarie della proposta sono le classi delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di tutta Italia che avranno modo di conoscere e approfondire film di autore, quasi tutti in anteprima nazionale, vivere un’esperienza di visione comunitaria, partecipare allo scambio post proiezione anche con registe, registi ed esperti, riflettere sul proprio ruolo di giovani  come agenti di cambiamento e contribuire, tramite votazione, all’assegnazione del Premio al miglior lungometraggio e del Premio al miglior cortometraggio della Giuria Popolare. 

La modalità online #MiWYfaidate consentirà a tutte le classi dell’intero territorio nazionale di visionare su Mymovies.it i film prescelti in orari e giornate prestabilite e di usufruire di materiali didattici e informativi per il lavoro di approfondimento. 

Sarà possibile partecipare alle proiezioni mattutine previste in sala a Milano nei giorni 6, 7, 8, 9 e 10 maggio e a Lecco il 9 maggio. 

Il biglietto di ingresso per le proiezioni in sala è di 5 Euro per ogni studentessa/studente. 

Per la partecipazione a #MiWYfaidate il costo è di 50 Euro per classe.  

MiWY nasce nel 2019 come evoluzione dello Spazio Scuola del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano grazie al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola dei Ministeri MIC e MIM ed entrambe le iniziative sono organizzate dall’Associazione Centro Orientamento Educativo – COE. 

La Fondazione ISMU, partner storico di MiWY, conferma il collaudato percorso formativo della Giuria Docenti per l’assegnazione del Premio ISMU – Big Zebra al miglior lungometraggio. Alla Giuria partecipano 20 insegnanti di scuole di ogni ordine e grado di Milano e provincia, motivati ad implementare competenze su cinema e didattica interculturale attraverso incontri e scambi tra pari. 

La Scuola Mohole – Scuola di Cinema, Comunicazione e Storytelling di Milano consolida invece la collaborazione come media partner e quest’anno saranno le ragazze e i ragazzi del 2° anno dell’indirizzo di cinema a far parte della Giuria Studenti con il compito di assegnare il Premio COE- Little Zebra al miglior cortometraggio.   

MiWY fin dalla prima edizione è in gemellaggio con Castellinaria – festival del cinema giovane di Bellinzona.  

I premi delle Giurie Docenti e Studenti e della Giuria popolare saranno annunciati nella cerimonia di premiazione congiunta dei due festival, FESCAAAL e MiWY, che avrà luogo la sera di sabato 11 maggio all’Auditorium San Fedele di Milano.  

La Direzione

SGUARDI ALTROVE WOMEN’S INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – Premi e Vincitori

Milano, 24 marzo 2024 – Con la cerimonia di premiazione condotta da Barbara Tarricone Hamilton alla presenza della direttrice Patrizia Rappazzo e della madrina di SAFF 2024 Francesca Vecchioni si è conclusa, sabato 23 marzo alla Cineteca Arlecchino, la 31ᵃ edizione di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival. La rassegna dedicata al cinema e alla creatività femminile ha portato a Milano oltre 60 film da 30 paesi, ospiti internazionali, workshop, performance e momenti di formazione con una programmazione diffusa tra sale cinematografiche e spazi culturali della città: dal quartier generale alla Cineteca Arlecchino, passando per l’Accademia09, il Piccolo Teatro Studio Melato, il Cinema Beltrade e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Al centro della manifestazione il Corpo delle Donne nelle sue diverse declinazioni e implicazioni sociali, politiche, artistiche, e un omaggio speciale alla memoria di Sandra Milo con il film di chiusura Salvatrice. Sandra Milo si racconta di Giorgia Wurth. Nel corso del festival si sono tenute anche le cerimonie di consegna del Premio Le Forme del Cinema, attribuito per l’edizione 2024 alla drammaturga, regista, attrice Emma Dante, all’attrice e regista Valeria Golino e alla produttrice Viola Prestieri.

I PREMI

Il Premio Cinema Donna 2024 assegnato dalla Giuria del concorso internazionale lungometraggi a regia femminile Nuovi Sguardi è andato a Hommage di Shin Su-won con Menzione Speciale a Seven Winters in Tehran di Steffi Niederzoll, Lyd di Rami Younis & Sarah Ema Friedland e Romana Maggiora Vergano, protagonista di Come le tartarughe di Monica Dugo. Seven Winters in Tehran ha vinto anche il Premio Women Media Italia e il Premio SNCCI-Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. La Giuria SNCCI ha attribuito inoltre una Menzione Speciale a Lyd Is There Anybody Out There di Ella Glendining.

Il Premio il cinema che verrà 2024 assegnato dalla Giuria del concorso internazionale cortometraggi a regia femminile Sguardi (S)confinati è andato a The Two Lives of Sepideh di Soha Niasti con Menzione Speciale a Mon coeur en arrière di Sarah Gouret e The Last Whining Of A Horse That Had Dreamt Of Becoming A Butterfly di Mahdie Mohammadi.

Il Premio del Pubblico del concorso cinema italiano contemporaneo a regia femminile e maschile #FrameItalia è andato a 100 Preludi di Alessandra Pescetta mentre il Premio del SNGCI-Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani presieduto da Laura Delli Colli è stato assegnato a Punta Sacra di Francesca Mazzoleni con Menzione Speciale a Corpo a corpo di Maria Iovine.

Infine, i Premi delle Giurie Giovani del concorso #FrameItalia: la Giuria composta dagli studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti ha decretato vincitore Punta Sacra di Francesca Mazzoleni e assegnato una Menzione Speciale a Devoti Tutti di Bernadette Wegenstein; la Giuria degli studenti dell’Università Iulm ha premiato Le ragazze non piangono di Andrea Zuliani con Menzione Speciale a Corpo a corpo di Maria Iovine e Oltre la valle di Virginia Bellizzi.

Nel corso della serata si è tenuta anche la premiazione della prima edizione del workshop Le donne sanno ridere: scrivere commedie al femminile che ha designato come progetto vincitore di un contributo in denaro del valore di 2.000€ Le vie del Signore di Miranda Angeli.

NUOVI SGUARDI – concorso internazionale lungometraggi a regia femminile

La sezione ha proposto 8 lungometraggi in concorso per il Premio Cinema Donna 2024, il Premio Women Media Italia e il Premio SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

  • Premio Cinema Donna 2024 assegnato dalla Giuria ufficiale composta da Mariam Ohanyan (presidente), Francesca Mazzoleni, Stefania Rimini, Andrea Chimento, Leonardo Fuina:

HOMMAGE di Shin Su-won

Con la seguente motivazione: «In modo leggero e spiritoso, questo film è il racconto degli innumerevoli problemi che una regista donna si trova ad affrontare. È la mancanza del lavoro accompagnata dal profitto scarso, è l’atteggiamento frivolo dei familiari nei confronti della sua professione, è la lotta quotidiana per il diritto di essere chiamata regista, è l’invecchiamento silenzioso e l’oblio. Ma soprattutto è il racconto della sua passione per il cinema che è quello che le dà la forza di vivere».

  • Menzione Speciale:

SEVEN WINTERS IN TEHRAN di Steffi Niederzoll

Con la seguente motivazione: «Il film affronta la cruda e struggente storia della giovane Reyhaneh Jabbari, diciannovenne iraniana che nel 2007 uccide l’uomo che ha tentato di violentarla e per questo motivo viene condannata a morte. Grazie al film, impariamo a conoscere le leggi sulla punizione e sulla possibilità di perdono di un criminale in Iran, quando l’esecuzione viene eseguita da un rappresentante della famiglia colpita e lui, e non lo Stato, ha il diritto di perdonare o no l’accusato. Comprendiamo la mancanza di diritti che le donne iraniane devono affrontare. E conosciamo da vicino, con rispetto e dolore, il volto di Reyhaneh, i suoi sogni, e la forza di sua madre che fino alla fine ha sperato e combattuto per un perdono».

LYD di Rami Younis, Sarah Ema Friedland

Con la seguente motivazione: «Per l’urgenza del racconto. Per la capacità di utilizzare immagini tanto suggestive e ben realizzate, quanto capaci di farci riflettere sulle disuguaglianze e le ingiustizie del mondo di oggi. Al centro c’è una città che diventa metafora universale di qualcosa di molto più ampio. Anche per il suo sguardo cinematografico originale e incisivo allo stesso tempo, una delle menzioni speciali va a Lyd di Rami Younis e Sarah Ema Friedland».

ROMANA MAGGIORA VERGANO per la sua performance in COME LE TARTARUGHE di Monica Dugo

Con la seguente motivazione: «Il personaggio di Sveva, interpretato dall’attrice Romana Maggiora Vergano, è il cuore pulsante di Come le tartarughe. Sveva è una figura enigmatica, avvolta in un velo di mistero e fascino, che cattura lo spettatore fin dalle prime scene. È la perfetta incarnazione della fase di ribellione adolescenziale: irritata dai membri della famiglia, estranea alla relazione con il suo fidanzato Luca e dipendente dal cellulare. Nel film Sveva diventa la nuova donna di casa, facendosi carico di tutte le mansioni domestiche interne ed esterne. Non lascia trasparire emozioni riguardo le spiacevoli e bizzarre circostanze, se non una costante e inestinguibile rabbia espressa nel suo volto fino che alla fine del film viene sostituita dalle lacrime. Vergano dona al personaggio una profonda umanità, trasmettendo la sua lotta interiore con una delicatezza e una forza straordinarie. La sua interpretazione aggiunge un livello di profondità emotiva al film, rendendo Sveva una figura indimenticabile che rimarrà impressa nella memoria dello spettatore».

  • Premio Women Media Italia assegnato dalla Giuria composta da Daniela Di Maio, Mattia Cavanna, Monica Ghisleri:

SEVEN WINTERS IN TEHRAN di Steffi Niederzoll

Con la seguente motivazione: «Un potente documentario che racconta la discesa agli inferi di Reyhanen, una coraggiosa ragazza iraniana che non si piega né di fronte alla violenza maschile né di fronte a un sistema di potere che discrimina i più deboli. Una tragedia raccontata anche attraverso gli occhi carichi di amore e speranza della madre che, insieme a tutta la famiglia, si batte per la sua salvezza appellandosi ai media e l’informazione internazionale come speranza di cambiamento. Quella speranza è stata disattesa ma il testimone è stato raccolto da Steffi Niederzoll che con forte capacità registica ed efficacia narrativa, è riuscita a rendere vivo e dolorosamente attuale il messaggio di Reyhenen. La regista raccoglie materiali di diversa provenienza in una storia dall’arco narrativo avvincente, doloroso e di grande ispirazione. Un documentario necessario per continuare a riflettere sulle violazioni dei diritti umani e sulle conquiste di libertà della nostra società, da non dare mai per scontate. Come WIFTM Italia siamo onorate di premiare Sette inverni a Teheran nell’ambito del festival Sguardi Altrove, con la volontà di essere un ulteriore anello di questa catena di donne che vuole dare il proprio contributo alla massima diffusione del messaggio e della storia di Reyhenen».

  • Premio SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani assegnato dalla Giuria composta da Alessandra Montesanto, Andrea Caramanna, Ilaria Falcone:

SEVEN WINTERS IN TEHRAN di Steffi Niederzoll

Con la seguente motivazione: «Con l’utilizzo di materiale video filmato segretamente dalla famiglia della

19enne Reyhaneh, impiccata dopo 7 anni di carcere, le loro testimonianze e il diario scritto da Reyhaneh in carcere, Steffi Niederzoll, racconta un fatto privato, facendolo diventare universale in quanto si parla della condizione femminile, non solo in Iran, a causa del regime e della mentalità maschilista, ancora vigente nonostante l’apporto dei giovani al cambiamento verso la libertà e i diritti per tutte e per tutti. Il film invita lucidamente a non distogliere l’attenzione dalle torture nelle galere, dalla distorsione della realtà/verità da parte del regime, ricorda e tramanda la storia di una giovane donna dalla dignità ferrea, diventata simbolo di protesta contro il patriarcato religioso dell’Iran. Questo film è anche un miracolo di produzione, perché nato dalla collaborazione di tanti soggetti che sono stati necessari e imprescindibili per ricostruire tutte le varie testimonianze e sono rimasti anonimi per tutelare la propria vita».

  • Menzione Speciale:

LYD di Rami Younis, Sarah Ema Friedland

Con la seguente motivazione: «Lo scrittore e attivista palestinese Rami Younis e la regista americana Sarah Ema Friedland fondendo generi, documentario, animazione, materiale d’archivio, e anche sci-fi, combattono la disinformazione, raccontano con ammirabile grammatica adatta a tutti, traumi e massacri, il passato, il presente, e un devastante (perché impossibile) possibile futuro alternativo, dando personalità ad un’antica strada che collegava la Palestina al mondo. Originale l’inserto a cartoon che spiazza e, proprio per questo, induce alla concentrazione con le immagini, i tratti e i colori, adatto ad un pubblico anche giovane che può farsi portavoce di un’analisi che va oltre l’informazione mainstream. Importante il dialogo, anche in questo film, tra le generazioni. La regia, il montaggio della parte dal vero inseriscono lo spettatore direttamente nella situazione; la parte a disegni animati permette di capire anche la differenza tra realtà e “finzione artistica”, per poi rientrare nel Reale forse con maggior consapevolezza. Il film che si intitola Lyd non a caso, in quanto la cancellazione della Storia da parte degli oppressori di turno procede proprio attraverso la sparizione di un territorio, laicità che ha cambiato pure nome e adesso si chiama Lod».

IS THERE ANYBODY OUT THERE? di Ella Glendining

Con la seguente motivazione: «Si parla del tema della (dis)abilità con delicatezza, ma consapevolezza e senza retorica. La protagonista e le altre persone riprese si mostrano con grande coraggio, fanno emergere le criticità di un mondo occidentale in cui si deve essere sempre performanti, belli e giovanili. Parlare della disabilità oggi in questo modo è rivoluzionario dal momento che nel film si rifiutano le operazioni chirurgiche di correzione o meglio si mettono nel giusto conto delle varie sofferenze e non certezza di risultati… Così la questione importante e cruciale diventa l’accettazione dell’unicità di quel corpo “diverso”, ma non meno importante del corpo “normale”. Le testimonianze dirette da parte della famiglia sono eccezionali e rendono il film emozionante e gioioso anche di fronte alla cosiddetta “sventura” dei protagonisti. Il film poi sfata anche il linguaggio, le parole come per esempio “nano”, rivelando che la vera ricchezza dell’umanità è quella di andare oltre le apparenze standard confezionate dal sistema».

SGUARDI (S)CONFINATI – concorso internazionale cortometraggi a regia femminile

La sezione ha proposto 20 cortometraggi in concorso per il Premio il cinema che verrà 2024.

  • Premio il cinema che verrà 2024 assegnato dalla Giuria ufficiale composta da Paola Valeria Jovinelli, Faye Kazantzidou, Patrizia Falcone, Aurora Tamigio, Teo Youssoufian:

THE TWO LIVES OF SEPIDEH di Soha Niasti

Con la seguente motivazione: «Con eleganza e maturità, Soha Niasti si mostra una nuova e interessante voce all’interno del cinema iraniano. La storia di Sepideh, una donna che ha da poco avviato la sua attività quando riceve la notizia che alla tanto detestata madre è stata diagnosticato l’Alzheimer, colpisce per la narrazione efficace, emotiva ma mai sopra le righe. Con pochi tocchi, in meno di venti minuti, The two lives of Sepideh parla di malattia, punizione e perdono: al centro l’incontro tra una madre e una figlia che, dopo anni da estranee, devono fare i conti con un possibile riavvicinamento, con i rancori che riaffiorano, con i rimpianti e con una ingombrante frattura tra i rispettivi ricordi».

  • Menzione Speciale:

MON COEUR EN ARRIÈRE di Sarah Gouret

Con la seguente motivazione: «Un dramma che riesce a non essere mai lacrimevole e che, anzi, si concede momenti di umorismo ed episodi divertenti (come la volpe tassidermizzata). La vicenda – a partire dal bizzarro incontro tra la ventisettenne Anastasia e il cinquantaquattrenne Jeff – procede rapidamente e gli attori offrono interpretazioni lodevoli, nonostante il film faccia rimpiangere una durata più lunga».

THE LAST WHINING OF A HORSE THAT HAD DREAMT OF BECOMING A BUTTERFLY di Mahdie Mohammadi

Con la seguente motivazione: «L’ultimo desiderio di una donna e di suo marito che, con incrollabile dedizione, fa di tutto affinché questo momento di felicità duri il più possibile: il film di Mahdie Mohammadi narra la vicenda di Yalda che, prima di morire, desidera occuparsi di cavalli selvaggi nel loro habitat naturale per assaporare un ultimo intenso momento di potenza e di vita che solo il rapporto con questa natura sconfinata può regalarle. Un corto splendidamente realizzato, che coglie tutta la bellezza dei momenti rubati alla morte e il valore che questi ultimi conservano, come simbolo della preziosità della vita».

#FRAMEITALIA – concorso cinema italiano contemporaneo a regia femminile e maschile

La sezione ha proposto 10 film in concorso per il Premio del Pubblico, il Premio SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, il Premio della Giuria Giovani della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e il Premio della Giuria Giovani dell’Università Iulm.

  • Premio del Pubblico:

100 PRELUDI di Alessandra Pescetta

  • Premio SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani assegnato dalla Giuria composta da Laura Delli Colli (presidente), Fulvia Caprara (vicepresidente), Miriam Mauti, Susanna Rotunno, Stefania Ulivi:

PUNTA SACRA di Francesca Mazzoleni

Con la seguente motivazione: «Un racconto che nell’ultimo triangolo di terra, alla foce del Tevere, fotografa la quotidianità, i desideri, la voglia di riscatto di una comunità speciale che celebra la vita nonostante il degrado, la certezza e la precarietà di un’esistenza sempre al limite. Il focus su Franca, fra resilienza e realismo quotidiano è il filo rosso che lega speranza e nostalgia di una famiglia interamente al femminile: donne che resistono ostinatamente perché, nonostante le difficoltà, quella terra continui ad essere casa loro e non smettono di sognare un futuro migliore».

  • Menzione Speciale:

CORPO A CORPO di Maria Iovine

Con la seguente motivazione: «Come la forza della sopravvivenza di Yoko, paralimpica italiana dopo l’handicap prodotto da una meningite batterica fulminante, abbia trovato la strada per resistere al dolore trovando nell’impegno la forza per superare i suoi stessi limiti. Nelle cicatrici la sua personale rinascita in un diario fatto di allenamenti massacranti e di resistenza, non solo fisica. Coraggio e determinazione in una straordinaria lezione di vita».

  • Premio della Giuria Giovani assegnato dagli studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti (Ginevra Zaretti, Alessandro Pace, Sara Bonomi):

PUNTA SACRA di Francesca Mazzoleni

  • Menzione Speciale:

DEVOTI TUTTI di Bernadette Wegenstein

  • Premio della Giuria Giovani assegnato dagli studenti dell’Università Iulm (Giulia Impiombato, Cinzia Nava, Davide Negri, Giulia Carniti, Anna Fill):

LE RAGAZZE NON PIANGONO di Andrea Zuliani

  • Menzione Speciale:

CORPO A CORPO di Maria Iovine

OLTRE LA VALLE di Virginia Bellizzi

Le donne sanno ridere: scrivere commedie al femminile – prima edizione

Progetto realizzato in collaborazione tra ALMED, Sguardi Altrove e Women in Film, Television & Media Italia, sostenuto da Lombardia Film Commission, con il patrocinio di A.G.I.C.I.–Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti, 100 Autori, CNA Audiovisivo, Lo Scrittoio e WGI-Writers Guild Italia, con l’obiettivo di favorire, valorizzare e sostenere la scrittura e la produzione di audiovisivi di genere comico-umoristico ideati, scritti e diretti da donne.

  • Contributo di 2.000€ assegnato dalla Giuria composta da Emilia Bandel, Irene Magrelli, Erica Negri, Gesualdo Vercio:

LE VIE DEL SIGNORE di Miranda Angeli

Con la seguente motivazione: «Il progetto realizzato da Miranda Angeli si è distinto per la sua freschezza, presentando personaggi unici e tematiche universali, offrendo spunti interessanti per sviluppi futuri».

La Direzione.

UNA DOMENICA con RAUL CREMONA al MIC – e la magia della mostra-spettacolo A ME GLI OCCHI continua

Non sarà uno show, ma un incontro molto speciale quello in programma domenica 24 marzo alla Cineteca Milano MIC, nell’ambito della mostra-spettacolo A me gli occhi. Maghi, forzuti, illusionisti, fachiri e cinema che, dallo scorso novembre, incanta il pubblico con il suo ricco percorso espositivo intrecciato a spettacoli dal vivo e a decine di film su pre-cinema, circo e magia dell’archivio in pellicola di Cineteca Milano.

Alle ore 16.00, l’illusionista, comico e attore Raul Cremona farà un’apparizione straordinaria per accompagnare il pubblico in una esclusiva visita guidata della Mostra e per parlare del suo peculiare rapporto con magia, illusionismo e comicità che l’accompagna sin dalla giovane età e che ha contraddistinto la sua intera carriera.

Raul Cremona nasce come prestigiatore e ben presto si avvicina al mondo del cabaret. Dopo aver maturato una buona esperienza nei locali storici di Milano, il Derby, il Cà Bianca e lo Zelig, si cimenta con la comicità e la parodia, inventando personaggi come il dissacrante Mago Oronzo, il timido e tenero Manipolini, Silvano il Mago di Milano, emulo catastrofico del vero Mago Silvan, fino ad arrivare alle maschere più recenti, dal giovane attore Jacopo al noto maschilista impenitente Omen. Utilizzando in chiave comica l’arte della magia, Cremona cerca di rappresentare le frustrazioni e le velleità del prestigiatore medio, creando personaggi buffi e dissacranti. Ma le sue “creature” portano anche il segno della sua grande passione per il cinema comico americano e della sua esperienza di attore girovago.

A seguire, alle ore 17.00, la sala cinema del MIC ospiterà la proiezione del film muto Il jokey della morte di Alfred Lind (Italia, 1915, b/n, 57’) nell’edizione restaurata a cura di Cineteca Milano, con l’accompagnamento musicale live di Francesca Badalini. Considerato il miglior esito cinematografico della permanenza in Italia del danese Lind, e girato in gran parte nel centro di Milano, il film segue le spericolate avventure del suo protagonista, alternando la scena circense all’ambiente metropolitano della città.

Biglietto unico
Incontro con Raul Cremona e visita della Mostra+ proiezione film: 9,00 euro.

La direzione

IL FIUME SOTTERRANEO

C’è un fiume sotterraneo di soldi statali che scorre continuamente e di cui nessuno si accorge , men che meno i giornalisti specializzati. Solo ieri ‘il fatto quotidiano‘ ha dedicato un articolo alla signora Elkann, ma in concomitanza dei rinvii a giudizio dei fratelli Elkann per le note vicende ereditarie, delle quali evidententemente il capofila John si disinteressa se era agghindato da donna al ricevimento del più importante industriale indiano.

Ebbene la signora Elkann, vestiti i panni di regista, pur essendo una donna ricchissima e pur essendo assistita dalla più grossa società cinematografica straniera, che in Italia spadroneggia, ha potuto spendere per il suo attuale  film, di nessun interesse per il pubblico, più di tremilioni di euro statali tra tax credit ,contributi e presumibilmente Rai, che di solito non manca quando si parla di persone importanti. Solo per completezza del panorama anche nel suo precedente film la signora Elkann aveva usufruito di quasi un milione cinquecentomila euro di soldi pubblici a fronte di un risultato inesistente.

Certo i tre milioni della Elkann sono ben poca cosa rispetto ai quattordici milioni concessi dallo Stato a Saverio Costanzo, altro personaggio dal cognome pesante,  per il suo film ‘Finalmente l’alba‘, che non riesce a raggiungere i cinquecentomila euro d’incasso pur essendo costato la cifra realmente fantasiosa di ventinovemilioni di euro, e pur essendo prodotto da una emanazione della stessa azienda straniera sopra citata che in Italia  può fare ciò che vuole grazie alla legge Franceschini.

Questi sono solo alcuni dei contributi  che costituiscono il fiume sotterraneo di denaro ignoto al pubblico, che se utilizzato diversamente potrebbe aiutare la sanità, i trasporti, o volendo fare beneficienza eliminare la fame nel mondo: invece , senza che nessuno lo sappia, la beneficienza la facciamo agli Agnelli, o a società straniere che vengono da noi, acquistano le nostre societa più accreditate , si mescolano nel settore in modo da non essere visibili, si fanno aiutare da Anica e dalle emittenti, pagano profumatamente professionisti e consulenti, corrompono, e si gonfiano bulimicamente di ricavi. In realtà sono entità incontrollabili, gestite da remoto, di cui nessuno sa nulla, i cui dirigenti nazionali sono spesso prestanomi ben pagati e i cui azionisti sono personaggi misteriosi avvezzi ad andare a prendere i soldi nel mondo laddove ci sono e vengono regalati con la scusa di muovere il settore.

Andando a sfogliare le pagine del David di Donatello ci si rende conto di quante decine di film non hanno non solo incassato nulla, ma sono scomparsi senza lasciare traccia se non nel bilancio pubblico: pellicole senza senso, senza direzione, senza attori , sostenute da un tax credit che non guarda il merito ma solo la correttezza della pratica contabile.

I registi di questi prodotti non son quelli che dovrebbero essere, ma i commercialisti che si occupano delle pratiche, interi uffici che monitorano le finestre tax credit, i bandi ,gli acconti, i rapporti con i bancari , sono i faccendieri che non leggono le sceneggiature perché non serve perdere tempo, mentre serve avere qualche amico nel posto giusto e qualche amico negli istituti di credito che anticipi il denaro.

Il fiume impetuoso e sotterraneo di denaro che scorre giornalmente non è utile, come sostiene la sottosegretaria da Los Angeles, (dove stazionano da settimane alcuni nostri dirigenti per confortare con pacche sulla spalla  Garrone per gli Anica), per rafforzare il nostro cinema che, diversamente da come è descritto,  non viene da mesi di “incoraggianti traguardi e successi” e non è ‘sotto i riflettori del mondo. Quello che invece è realmente sotto i riflettori del mondo è il nostro tax credit, ma non credo sia esattamente un successo. Piuttosto, ora che l’Oscar è sfumato, c’è da augurarsi che Garrone non abbia bisogno di essere consolato.

Al contrario il nostro cinema è mediamente trascurato nei mercati e vive una crisi endemica sia nei prodotti di maggior richiamo sia in quelli popolari e di genere, ed è incredibile che nessuno spieghi al pubblico che se un film incassa per esempio, come nel caso della Elkann, la miseria di 117000 euro, al produttore va circa un terzo, cioè 40.000 euro!

Questo dato è utile per comprendere con esattezza la crisi del prodotto nostrano: in questa ultima settimana il film di uno dei nostri migliori registi, Virzì, ha incassato la modesta cifra di € 846.000 e pertanto al produttore vanno poco meno di 300mila euro.

Imprenditorialmente un disastro, a meno che il tax credit non compia il solito miracolo per la Lotus e la Rai.

Avv. Michele Lo Foco

Conferenza Stampa SGUARDI ALTROVE FILM FESTIVAL

Milano, 8 marzo 2024Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa per presentare l’edizione 2024 di SAFF – SGUARDI ALTROVE FILM FESTIVAL (di cui vi abbiamo accennato in questo articolo)  tenuta dalla direttrice Patrizia Rappazzo, insieme ad altre prestigiose ospiti e curatrici delle varie sezioni del festival. Un’edizione, quella di quest’anno, dedicata a Sandra Milo e incentrata sul corpo della donna, declinato in termine di voce – si sa, quella femminile in campo artistico – cinematografico, così come purtroppo in molti altri, ancora troppo poco ascoltata.  Un filo rosso che attraversa le diverse sezioni del festival, dai lungometraggi ai cortometraggi e ai workshop, fino ad arrivare alla mostra di Carla Mura alla Galleria VIK Milano, per offrire una riflessione critica sulla società di ieri e di oggi attraverso il potente occhio (femminile) del cinema.

Di seguito il comunicato ufficiale, mentre sul sito di Sguardi Altrove potete trovare tutte le informazioni relative al programma e ai biglietti.

I nastri di partenza la 31ᵃ edizione di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, il festival internazionale dedicato alla promozione del cinema e della creatività femminile, a Milano dal 15 al 24 marzo. Al centro della manifestazione, come da tradizione suddivisa nelle due macro aree Cinema e Oltre il Cinema. Tasselli d’Arte, il tema del Corpo del Donne nelle sue diverse declinazioni e nelle sue implicazioni culturali, politiche e artistiche. In programma oltre 60 film provenienti da 30 paesi, incontri, masterclass, momenti di formazione che avranno come quartier generale la Cineteca Milano Arlecchino per poi spaziare in altre sale cinematografiche e luoghi culturali della città.

A inaugurare il festival, venerdì 15 marzo alla Cineteca Arlecchino, sarà la madrina di SAFF 2024 Francesca Vecchioni, scrittrice, formatrice, attivista, presidente della Fondazione Diversity, impegnata nella diffusione della cultura dell’inclusione nei media, nelle aziende e nella società civile. A chiudere la rassegna, nel corso della cerimonia di premiazione di sabato 23 marzo, sarà invece un omaggio a Sandra Milo con la proiezione del documentario Salvatrice Sandra Milo si racconta di Giorgia Wurth.

L’area Cinema, con opere da tutto il mondo senza distinzioni di genere, durata, formato e con una particolare attenzione alle cinematografie meno conosciute, all’attualità internazionale, ai diritti umani e civili, è suddivisa in diverse sezioni di cui tre competitive: Nuovi Sguardi e Sguardi (S)confinati, riservate rispettivamente ai lungometraggi e ai cortometraggi internazionali a regia femminile, e #FrameItalia, finestra sul cinema italiano contemporaneo a regia sia femminile che maschile.

Tra gli eventi, un focus su Cinema e Intelligenza Artificiale con la presentazione, in collaborazione con Scuola Holden di Torino, di Cassandra di Demetra Birtone, primo cortometraggio italiano realizzato grazie alla sinergia tra intelligenze umane e artificiali; un focus sul Cinema Armeno delle Donne che vedrà ospite del festival Mariam Ohanyan, regista, produttrice, sceneggiatrice, direttrice del Kin Women’s International Film Festival di Yerevan, da lei fondato nel 2003 a sostegno delle cineaste del suo paese; una Finestra sul Medioriente con documentari da Palestina e Israele; un omaggio a Justine Triet, con due dei lungometraggi che hanno preceduto il pluripremiato Anatomia di una caduta.

Evento speciale, l’anteprima assoluta fuori concorso del documentario su Goliarda Sapienza The Art of Joy by Goliarda Sapienza: Writing for Emancipation di Coralie Martin, mercoledì 20 marzo, ore 19.00, alla Cineteca Arlecchino. Ospiti della serata, assieme a Coralie Martin, Valeria Golino e Viola Prestieri, regista e produttrice della serie Sky L’Arte della gioia, che incontreranno il pubblico e riceveranno il Premio Le Forme del Cinema.

Spazio anche alla formazione con i workshop sulla scrittura delle commedie al femminile, sui mestieri della tv, sul paradosso dell’attore, su corpo e cinema a partire dal cortometraggio Unfitting di Giovanna Mezzogiorno e sui personaggi femminili nelle serie televisive italiane.

Alla scrittura comica al femminile è dedicata la prima edizione del workshop Le donne sanno ridere: scrivere commedie al femminile. Laboratorio di scrittura di genere e pitching contest, progetto nato con l’obiettivo di favorire, valorizzare e sostenere la scrittura e la produzione di audiovisivi di genere comico-umoristico ideati, scritti e diretti da donne.

De I personaggi femminili nelle serie televisive italiane si parlerà in occasione della presentazione della docu-serie Sky Documentaries Moda. Una rivoluzione italiana. L’appuntamento, in collaborazione con il settimanale Gente, vedrà in sala la giornalista Sara Recordati con le attrici Giorgia Wurth e Giorgia Masseroni, la scrittrice Simona Busni, la regista Laura Chiossone e Barbara Frigerio, producer Sky Documentaries.

Molto ricca anche la sezione Oltre il Cinema. Tasselli d’Arte, percorso parallelo riservato all’arte contemporanea e alle diverse manifestazioni della creatività femminile. Tra le iniziative, la Mostra Private Woman di Carla Mura presso la Galleria Vik Milano; un calendario di presentazioni e incontri letterari alla Cineteca Arlecchino; il monologo teatrale Lo Stupro di Franca Rame, interpretato da Gilberta Crispino per la regia di Donatella Massimilla; un omaggio a Alda Merini nella giornata mondiale della poesia con Alda. Parole al vento, lettura di poesie dell’autrice a cura di Donatella Massimilla e Gilberta Crispino.

La locandina di SAFF 2024 è realizzata dall’artista Greta Girardi.

PERFECT BLUE

 Il primo psycho-thriller di animazione giapponese della storia tratto dal romanzo originale scritto da YOSHIKAZU TAKEUCHI  e realizzato con la supervisione di KATSUHIRO OTOMO (Akira)

EVENTO SPECIALE NELLE SALE SOLO IL 22, 23 E 24 APRILE

Arriva per la prima volta al cinema in versione restaurata 4K il claustrofobico e coraggioso PERFECT BLUE, opera prima di SATOSHI KON (Paprika, Tokyo Godfathers, Paranoia Agent) prodotta da MadHouse e uscita nel 1997. L’appuntamento nelle sale è per il 22, 23, 24 aprile grazie alla Stagione degli Anime al Cinema 2024.

Film, Perfect Blue, Mima Kirigoe, Sfondo HD | Wallpaperbetter

In PERFECT BLUE, Satoshi Kon racconta la storia della cantante Mima che, di fronte allo scarso successo commerciale, deve abbandonare il microcosmo rosa confetto delle idol per essere “rilanciata” come attrice, in un mondo dove invece diventerà solo carne da macello. Ottiene la parte di una ragazza psicologicamente instabile nel serial Tv “Doppio Legame”, ma inizia a ricevere messaggi di minaccia anonimi da parte di un fan otaku che non ha tollerato il cambiamento d’immagine della “sua” Mima. Di lì a poco, una serie di incidenti colpisce il set di lavorazione. La stessa Mima, abituata a essere un mero simulacro, inizia a perdere contatto con la propria identità. Ma allora: chi è la vera Mima? Quella che veste gli ingenui costumi della idol? Quella che compare sorridente su Internet? Quella che fa la spesa al supermercato? La ragazza schizofrenica di “Doppio Legame”? L’illusione di se stessa? Oppure solo l’illusione di tutti?

Risultato immagine per film PERFECT BLUE

Alla sua uscita in Giappone il film, introspettivo e di grande attualità, ha generato lunghissime code davanti ai cinema e a seguire si è assicurato il prestigioso Public Prize al Fant’Asia ’97 (Montreal). Tratto dal romanzo di Yoshikazu Takeuchi, scrittore e giornalista che si è a lungo dedicato alla cultura otaku, e sceneggiato da Sadayuki Murai, PERFECT BLUE ha segnato il debutto alla regia Satoshi Kon (Hokkaido, 1963), fumettista già assistente di Katsuhiro Otomo in Akira (versione a fumetti), World Apartment HorrorRojin Z (1991) e Memories. Lo stesso Katsuhiro Otomo ha partecipato alla realizzazione del film in veste di special adviser.

Giovanni De Santis