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CELEBRAZIONI PER I 60 ANNI DI LAWRENCE D’ARABIA

Nel 1916, in piena Prima guerra mondiale, si svolgeva quella che nell’area orientale verrà definita la rivolta araba. Sul fronte africano il Regno unito cercava di opporsi e porre un freno all’aggressività dell’Impero ottomano. In quel contesto Londra cercò di sfruttare il malcontento di una parte degli arabi nei confronti degli ottomani, puntando sui gruppi tribali che vivevano da nomadi fra i territori di Siria, Giordania e penisola araba, dove il controllo ottomano si limitava alle città sante di La Mecca e Medina. Un’aura di divina popolarità apparteneva alla figura dell’emiro Faysal, ritenuto discendente del profeta Maometto e dunque con l’autorevolezza per tenere unite le comunità arabe e portarle alla riscossa.

Thomas Edward Lawrence, che operava come agente dell’Intelligence britannica al Cairo, esperto d’Oriente e profondo conoscitore di quelle circostanze, ebbe l’incarico di contattare Faysal e diventare suo consigliere militare. Lawrence, romantico appassionato studioso di cultura araba, sorpassò quel ruolo. Di molte lunghezze.

Nel 1922 Lawrence scrisse I sette pilastri della saggezza, dove raccontò la sua vicenda. Ci mise del suo ma la cultura inglese accolse il libro come testimonianza vicino alla verità storica di quei fatti. Nel 1961 la Columbia acquisì i diritti del libro e organizzò la produzione, per dar vita a un film grande, che avrebbe fatto la storia.    Scelse nomi di alto profilo: David Lean alla regia. Alec Guinnes, Omar Sharif, Anthony Queen nel cast. Oltre al quasi sconosciuto, ma perfetto Peter O’ Toole.

Si parlò del Via col vento inglese. Lo sforzo produttivo riuscì. Lawrence d’Arabia è uno dei maggiori capolavori del cinema. Nella notte dell’8 aprile 1963, serata delle stelle, si vide attribuire 7 Oscar.

Quando il tempo parve intaccarlo, intervennero Martin Scorsese e Stephen Spielberg che nel 1989 finanziarono il restauro cromatico della pellicola.

“Lawrence” compie sessant’anni. In Inghilterra sarà riproposto nei circoli e nelle sale più importanti.

La scheda. Nel 1917 l’Inghilterra aveva delle precise mire sull’Arabia e sull’Egitto. I disegni politici erano intralciati dai turchi e dall’incapacità delle tribù arabe di riuscire a far fronte comune. Thomas Edmund Lawrence, ufficiale inglese dal temperamento singolare e poco conforme ai tradizionali codici militari, innamorato dell’Arabia e del deserto, diventa amico di alcuni capi arabi, riesce a metter d’accordo popoli diversissimi fra loro e a conquistare Aqaba, porto strategico sul mar Rosso. È un’impresa enorme, ma al momento opportuno, quando si tratta di mantenere le promesse, i capi si tirano indietro. Lawrence, con la sua fede e il suo coraggio era soltanto servito come strumento per le strategie espansionistiche dell’impero britannico. Liquidato dall’esercito Lawrence muore nel 1935, 47enne, in un banale incidente di moto. Le immagini di grandissimo impatto servite da una fotografia perfetta, certe sequenze del deserto, i rapporti dell’inglese coi vari capi arabi sono scene indimenticabili, grazie anche alla musica di Jarre (Oscar) decisamente ispirato. Peter O’TOOLE col turbante, gli intensi occhi azzurri e il volto seminascosto secondo l’usanza araba è un altro dei “segni” precisi e indiscutibili del cinema. David Lean, si era specializzato in produzioni capaci di coniugare il grande “budget” con la grana sottile dei contenuti, lo spettacolo con la qualità. Basti pensare a titoli come Il ponte sul fiume Kwai, Zivago, La figlia di Ryan, Passaggio in India. Una misura che gli ha permesso di raccogliere una messe di Oscar (sette per Il ponte e altrettanti per Lawrence). I film di Lean sono fra i pochi che hanno sempre messo d’accordo critica e pubblico.

Pino Farinotti

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