Skip to content

“Della frustrazione”

La notizia divulgata velocemente, che Nicola Maccanico ha lasciato l’ombrello di Franceschini per accucciarsi ai piedi della signora Meloni ha creato un senso di frustrazione non solo all’interno dell’azienda Cinecittà, ma in tutto il settore, che ormai teme lo stanco ripetersi dei cambi di casacca cui abbiamo già assistito nei precedenti governi.

La sinistra ha governato l’Italia, ed in particolare il mondo della cultura, non più con tesi e ideali, ma con il potere amministrativo, andando ad occupare ogni pertugio potesse essere determinante.

Lo spettacolo, la televisione, il cinema si sono dovuti adeguare alla presenza di funzionari di partito, così coesi e certi delle loro prerogative da non porsi nemmeno il dubbio se le loro azioni fossero o meno apprezzabili sotto il profilo tecnico.

Il teatro è stato strapazzato da Nastasi al punto da non avere più la forza di respirare, mentre il cinema è diventato una prerogativa di potentati di sinistra e dei loro tax credit.

La televisione è assurta al ruolo egemone di creatrice di patrimoni, e la sinistra ha toccato con la bacchetta magica i suoi sceneggiatori, i suoi produttori, i suoi alleati esteri, i suoi presentatori, le amanti e le fidanzate.

Per questo motivo la vittoria del centro-destra è sembrata liberatoria al pari di una ventata d’aria pulita, e tutti si sono illusi che la rivoluzione, come tutte le rivoluzioni, avrebbe infranto il muro di potere per consentire a molti di penetrare nella cittadella blindata della sinistra.

Ma la notizia di Maccanico e la ventilata nomina a consigliere di De Mita hanno gelato gli animi, e non solo per la reiterazione del potere amministrativo ma anche perché questo potere, diversamente da quanto affermato, sta portando di nuovo l’azienda Cinecittà, già saccheggiata da Abete, verso il vuoto cosmico dei baracconi costosi e inutili, su una strada che gli studios americani hanno abbandonato da anni, cioè quella di un condominio di bassa burocrazia ma di alta frequentazione che caccia dai propri studi i produttori indipendenti, quelli che dovrebbero al contrario essere sostenuti e al limite acquisiti, per offrire gli spazi agli stranieri cui Maccanico deve riconoscenza.

Dare sostegno agli individui capaci di qualunque contorsione pur di mantenere il potere, integra il pactum sceleris e vuol dire non aver compreso appieno il dramma del settore, che se è scivolato così in basso lo deve alla mancanza di capacità prospettica di coloro che hanno guidato le strutture e vuol dire anche scivolare nel pantano del sottopotere nel quale conta solo l’amicizia di qualcuno e non conta nulla la conoscenza dei meccanismi.

Se poi Maccanico, come ormai sussurrano anche agli angoli della strada, ha fatto un’inversione a U per sostituire Del Brocco, anch’egli al limite estremo del potere dittatoriale su Rai Cinema, le speranze di un popolo di sopravvissuti al Covid e alla sinistra nella rinascita si affievoliranno e come dice Spinoza, “gli uomini torneranno ad essere schiavi di conoscenze inadeguate sorte dall’azione delle più disparate cause esterne”.

Avv. Michele Lo Foco

No comment yet, add your voice below!


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

autobiography - il ragazzo e il generale

Al cinema dal 4 Aprile

Rakib, un giovane ragazzo indonesiano, diventa assistente di Purna, ex generale del regime in pensione. Quando Purna inizia una campagna elettorale per essere eletto sindaco, Rakib si lega all’uomo, diventato per lui mentore e figura paterna. Un giorno, però, un manifesto elettorale di Purna viene trovato vandalizzato: un gesto che avrà conseguenze inimmaginabili per entrambi.
Con un ritratto intimo di due generazioni che vivono sotto lo stesso tetto, il regista Makbul Mubarak ripercorre un doloroso periodo storico della sua nazione con un thriller intenso, che presenta forti risonanze con la contemporaneità ed una forte universalità del tema della lealtà e della vicinanza al potere.

i film per non dimenticare

27 Gennaio 2024

In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio) ci sembra opportuno segnalarvi una selezione di film nel nostro catalogo che sono stati fondamentali nel racconto di ciò che è successo durante gli anni della dittatura nazista: dai film di propaganda ai documentari, dalle prime opere realizzate nella Germania Est al cinema hollywoodiano, per conoscere il ruolo fondamentale della settima arte nella storia, nonché importante strumento di conoscenza. 

Nelle sezione “Guerra” sul nostro sito potrete quindi trovare capolavori come “I figli di Hitler”, un’aspra critica del regista Edward Dmytryk sull’educazione hitleriana, al vincitore del Festival di Locarno “Rotation” e il film perduto della propaganda nazista “Das Ghetto”.

Le muse impenitenti

L’associazione e compagnia teatrale le Muse Impenitenti, Marinetta Martucci e Arianna Villamaina, due attrici potentine, tornano a calcare il palcoscenico con una nuova esilarante ed originalissima commedia: Come lo zucchero per il caffè – ‘‘O Teatro è ‘o paese d’ ’o vero. Una commedia divertente e con performance di danza fuori le righe, che ci trasporta in un musical vero e proprio per poi allietare il pubblico con una sorpresa golosa. Lo spettacolo è un contenitore di arte a tutti gli effetti ed è un inno alle mille sfaccettature che in essa sopravvivono.