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Il filo d’oro nascosto nel mare

Al Drama un film sull’arte antica della tessitura del bisso marino.

 

Il titolo del film è Il filo dell’acqua e il protagonista è proprio lui, il filo, il bisso marino, la seta del mare delle vesti dei faraoni e dei principi. L’ultima superstite di questa antichissima arte è Chiara Vigo di Sant’Antioco che lo salva dalle profondità del Mediterraneo, lo cura, lo conserva, lo lavora, con la maestria degli artigiani rinascimentali.

A lei è dedicato il film che sarà proiettato sabato 8 febbraio alle 21 al teatro Drama di via Buon Pastore (Modena), e la regista Rossana Cingolani presente in sala racconterà di questa donna sarda, sorta di “sciamana dal talento unico”. Il bisso quel filo prezioso che sin da piccola Vigo ha imparato a tessere, è la sottile bava di cheratina prodotta da un mollusco, la pinna nobilis, oggi quasi in via d’estinzione, che può arrivare a misurare anche un metro e mezzo di lunghezza, e viene raccolto solo in alcuni periodi dell’anno da chi lo sa maneggiare con maestria sopraffina.

La Vigo lo va a cercare immergendosi nel mare di Sardegna, per farne opere uniche che non possono essere vendute, ma solo donate.

Benché non si definista un’artista (ma la depositaria di un segreto antico che si tramanda ai posteri sotto giuramento) la Vigo è stata premiata di recente al Broken Nature della Triennale di Milano, esposizione a metà tra architettura e design che indaga lo stato di salute dell’ambiente. L’onorificenza è venuta dai curatori dell’esposizione milanese assieme ai responsabili del settore ricerca del MoMA di New York, per l’opera Golden Bee l’ape d’oro realizzata con lino antico e bisso.

L’artista vive a Sant’Antioco e al Museo del Bisso riceve i visitatori che vengono da tutto il mondo per conoscere la magia della seta di mare. Il suo obiettivo è mettere al riparo prima che sia troppo tardi la pinna nobilis (questa sorta di preziosa cozza che produce il filo) e la costruzione di una scuola per tramandare la sua sapienza, metafora di meditazione sul presente, e sulle infinite potenzialità della natura che stiamo perdendo. La diffusione del film certamente potrà contribuire a realizzare il suo sogno. Per chi vuole saperne di più su di lei e la sua arte antica la Cingolani l’ha filmata al lavoro dentro e fuori dall’acqua e accompagnerà la proiezione con il racconto della sua esperienza registica. Con lei anche una giovane laureanda Noemi Zanardi che sta scrivendo un’interessante tesi di laurea su questa preziosità che rischia l’estinzione.

Rossana Cingolani è stata montaggista, ha lavorato tra gli altri con Pupi Avanti, Francesca Archibugi, Marco Ferreri, Gianni Amelio, Giuliano Montaldo. Da qualche anno è documentarista. La proiezione è in programma nella sezione Effe di La corsa di fuochi sostenuta da Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Regione Emilia Romagna, BPER e Comune di Modena.

Per prenotare tel 328 1827323 / [email protected]

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