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IL RAGAZZO CON LA LEICA

60 anni d’Italia nello sguardo di Gianni Berengo Gardin

Documentario di Daniele Cini e Claudia Pampinella (60’)

regia di Daniele Cini

prodotto da Claudia Pampinella

In occasione della grande retrospettiva ‘Gianni Berengo Gardin. L’Occhio come Mestiere’ a cura di Margherita Guccione e Alessandra Mauro in corso al MAXXI di Roma fino al 18 settembre, il documentario Il RAGAZZO CON LA LEICA, 60 anni d’Italia nello sguardo di Gianni Berengo Gardin di Daniele Cini e Claudia Pampinella per la regia di Daniele Cini, prodotto da Claudia Pampinella per Talpa Produzioni e distribuito da GA&A, sarà proiettato alla presenza degli autori per la prima volta in sala all’Auditorium del MAXXI  mercoledì 22 giugno alle 19.00.

Il documentario sarà preceduto da un talk che presenterà il catalogo della mostra con la presenza in remoto del fotografo e della figlia Susanna Berengo Gardin.

Realizzato in collaborazione con Rai Cultura e con il sostegno del MiC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, il documentario racconta 6 decenni di storia italiana attraverso le immagini di Gianni Berengo Gardin: una selezione di oltre 100 fotografie e di contributi video tratti dai più prestigiosi archivi italiani e francesi è stata il fil rouge di un viaggio fisico e temporale attraverso l’Italia dagli anni ‘50 fino ad oggi. Il documentario segue il percorso della stesura dell’autobiografia del grande fotografo che la figlia Susanna Berengo Gardin ha scritto con lui in occasione dei suoi 90 anni. (‘’Gianni Berengo Gardin In Parole povere’, edizioni Contrasto 2020). Una rosa di amici e testimoni del suo tempo, dall’architetto Renzo Piano al fotografo Ferdinando Scianna, all’editore Roberto Koch, tracciano il ritratto del fotografo e dell’uomo, contribuendo ad arricchirne il profilo e la storia di vita.

Il documentario, oltre ad essere il racconto di un viaggio in Italia (più volte interrotto dall’emergenza sanitaria), intrapreso da Gianni Berengo Gardin insieme alla figlia Susanna, custode del suo immenso archivio, dunque, ricostruisce la genesi dei suoi scatti migliori nei luoghi e nel punto esatto in cui sono stati catturati.

Tornare sui luoghi serve sicuramente a riaccendere la memoria’’ afferma Susanna Berengo Gardin. E a proposito di ciò che determina l’unicità di una fotografia, Gianni Berengo Gardin aggiunge: ‘’Come dice Renzo Piano, se si ha la pazienza di aspettare passa sempre qualcuno, o qualcosa. E se succede è bellissimo. Perché la foto non la fai te, la fa la gente che passa’’.

Ma Il Ragazzo con la Leica è anche la narrazione del rapporto tra un padre e una figlia: i conflitti, i disvelamenti, l’incontro. Un’occasione infine per rivivere le emozioni trasmesse dalle sue straordinarie fotografie in bianco e nero, riproducendo il contesto sociale e l’ambiente fisico dell’Italia nei cambiamenti attraverso gli anni.

Dai primi scatti veneziani e parigini negli anni ’50 passiamo all’esperienza de Il Mondo di Pannunzio e subito dopo al Touring Club Italiano. Dalla collaborazione con l’Olivetti ai suoi primi reportage sociali alla fine dei ’60: i migranti in Stazione Centrale a Milano e i manicomi in collaborazione con Franco Basaglia. Dall’esperienza di Luzzara con Zavattini nei ’70, fino al sodalizio con Renzo Piano negli anni ’80, nei suoi cantieri, a Genova e nel mondo. Dall’Italia fotografata dal treno con Ferdinando Scianna e Roberto Koch alla “Disperata allegria degli zingari” negli anni ’90, fino alle risaie del Vercellese nel 2000. Infine l’ultima sua grande battaglia civile contro le Grandi Navi ritornando a Venezia, negli anni ’10 di questo millennio.

Durante questo percorso nel tempo sono protagoniste del documentario le fotografie che lo hanno reso famoso: dagli indimenticabili baci sotto i portici di San Marco a Venezia, ai volti riflessi nei finestrini di un Vaporetto, agli straordinari gruppi di famiglia contadine.

Un racconto pieno di emozioni visive, rese ancor più vive attraverso il legame intimo e umano tra un padre e una figlia.

GLI ARCHIVI: UN CONTRIBUTO IMPORTANTE

Le fotografie scelte a comporre la narrazione de Il Ragazzo con la Leica sono tratte da un Archivio di 2 milioni di scatti, che rappresenta un patrimonio di valore inestimabile per varietà e ricchezza di temi e soggetti e che testimonia la capacità del grande fotografo di raccontare con continuità i cambiamenti, con un occhio attento e curioso, sempre sensibile all’umanità.

L’archivio di Gianni Berengo Gardin è gestito in esclusiva da Fondazione Forma per la Fotografia.

Gianni Berengo Gardin: in parole povere, Un’autobiografia con immagini raccolta da Susanna Berengo Gardin è edita da Contrasto, 2020 Roma.

La Direzione

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