Skip to content

No, Veltroni no …

Un film di Valter Veltroni… sembra un epitaffio, una condanna per una pellicola appena uscita. Si tratta di “C’è tempo” il film con Stefano Fresi e Simona Molinari uscito ieri nelle sale.

Liberarsi di Veltroni non è attività semplice per tutti coloro che si sono arricchiti grazie a lui e che ora scontano giustamente il peso della riconoscenza: libri, film, documentari, non manca nulla, solo il teatro, ma arriverà presto l’occasione.

Diciamo subito che per Palomar ormai non è un gran problema produrre un film di Veltroni, tanto il contributo ministeriale è certo, la RAI è certa e in fondo qualche soldino possono anche spenderlo facendo finta che il prodotto sia originale, poetico e necessario.

Veltroni, lui, procede spedito nella via editoriale come se niente fosse, anzi come se fosse un regista affermato, un regista d’arte, un po’ Faenza, un po’ Muccino, forte di una melanconia che traspare a ogni piè sospinto dal suo volto perennemente contrito. Non che ci si debba toccare i sacrosanti appena incrociamo qualche creazione di Valter, ma quando constatiamo che Veltroni, Rutelli, Follini ed altri si sono riversati nel povero settore dello spettacolo, ci domandiamo se non sia il caso di rivolgerci all’Autority per la pirateria e denunciarli tutti. 

foto scena film Walter Veltroni – C’è tempo Walter Veltroni foto di Chico De Luigi

Rimane il mistero su quanto vengano pagati i diritti d’autore e l’opera di regia e forse è meglio non saperlo visto che libri e professionisti di grande successo, talvolta, vengono sottostimati e le opzioni a condizioni misere sono di grande moda. Ma la politica esprime tutto il suo potere anche quando non si occupa di politica e a noi non resta altro sfogo che quello di non andare a vedere il film di Veltroni, così forse, la smette. 

Michele Lo Foco

Generated by IJG JPEG Library

No comment yet, add your voice below!


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

autobiography - il ragazzo e il generale

Al cinema dal 4 Aprile

Rakib, un giovane ragazzo indonesiano, diventa assistente di Purna, ex generale del regime in pensione. Quando Purna inizia una campagna elettorale per essere eletto sindaco, Rakib si lega all’uomo, diventato per lui mentore e figura paterna. Un giorno, però, un manifesto elettorale di Purna viene trovato vandalizzato: un gesto che avrà conseguenze inimmaginabili per entrambi.
Con un ritratto intimo di due generazioni che vivono sotto lo stesso tetto, il regista Makbul Mubarak ripercorre un doloroso periodo storico della sua nazione con un thriller intenso, che presenta forti risonanze con la contemporaneità ed una forte universalità del tema della lealtà e della vicinanza al potere.

i film per non dimenticare

27 Gennaio 2024

In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio) ci sembra opportuno segnalarvi una selezione di film nel nostro catalogo che sono stati fondamentali nel racconto di ciò che è successo durante gli anni della dittatura nazista: dai film di propaganda ai documentari, dalle prime opere realizzate nella Germania Est al cinema hollywoodiano, per conoscere il ruolo fondamentale della settima arte nella storia, nonché importante strumento di conoscenza. 

Nelle sezione “Guerra” sul nostro sito potrete quindi trovare capolavori come “I figli di Hitler”, un’aspra critica del regista Edward Dmytryk sull’educazione hitleriana, al vincitore del Festival di Locarno “Rotation” e il film perduto della propaganda nazista “Das Ghetto”.

Le muse impenitenti

L’associazione e compagnia teatrale le Muse Impenitenti, Marinetta Martucci e Arianna Villamaina, due attrici potentine, tornano a calcare il palcoscenico con una nuova esilarante ed originalissima commedia: Come lo zucchero per il caffè – ‘‘O Teatro è ‘o paese d’ ’o vero. Una commedia divertente e con performance di danza fuori le righe, che ci trasporta in un musical vero e proprio per poi allietare il pubblico con una sorpresa golosa. Lo spettacolo è un contenitore di arte a tutti gli effetti ed è un inno alle mille sfaccettature che in essa sopravvivono.