Skip to content

QUELLA DOCCIA DI PSYCHO CHE ANCORA FA PAURA

Una major dell’editoria. In riunione ci sono: l’amministratore delegato, il direttore editoriale, il consulente editoriale, il direttore marketing, lo scrittore di punta della Casa. All’ordine del giorno la pubblicazione di un libro sul rapporto fra Hitchcock e Freud. Si studia la copertina. Una proposta è un’immagine speculare dei volti dei due.
Qualcuno dice che è preferibile trovare il fotogramma esemplare di un titolo.
Freud è stato un ispiratore potente di Hitchcock. In Io ti salverò Gregory Peck si crede un assassino perché vittima di un trauma infantile. “Marnie” è devastata da una fobia verso gli uomini per un ricordo, nel recondito, della madre prostituta.
Madeleine (Kim Novak), “la donna che visse due volte”, si porta il segnale angoscioso sepolto nell’ inconscio, di Carlotta, un’antenata morta suicida.
E poi, naturalmente Norman Bates, (Anthony Perkins) il mitologico psicopatico di Psycho (1960). Chi non lo conosce? Traumatizzato dall’aver ucciso la madre diventa la madre e uccide le donne per gelosia verso il figlio.
Psycho non sarà La donna che visse due volte, che occupa nientemeno che il primo posto, sottratto all’eterno Quarto potere di Welles, nella classifica dei più grandi titoli di tutti i tempi, stilata dalla testata Sigh and Sound che fa testo, ma è un film con un carattere che è un unicum.
Uno dei membri della riunione fa questa proposta: l’ultima sequenza di Psycho, con quel sorriso terribile, inquietante di Norman “madre e figlio”. La scelta è fatta.

Non esiste un film più rifatto e raccontato di Psycho. La sua presenza è perenne ed è notizia di questi giorni che la Cineteca di Bologna lo ha restaurato in 4K inserendo 13 secondi nella celeberrima scena della doccia.
La musica ha un ruolo decisivo in quella sequenza. Il compositore era Bernard Herrmann, che sta a Hitchcock come Morricone sta a Leone e John Williams a Spielberg. E’ un gigante delle colonne da film.

Quando Hitchcock girò quella scena dove Janet Leigh viene uccisa, in un primo tempo decise che la musica non serviva. Ma cambiò idea, così disse a Herrmann di superare sé stesso: “Voglio che le donne che vedranno questa sequenza abbiano paura tutte le volte che faranno la doccia”. E così accadde. Da un sondaggio emerse, e vale ancora, che facendo la doccia, gran parte delle donne non tira la tenda e comunque si sente a disagio. Nell’orchestrazione Herrmann fece a meno degli strumenti a fiato e usò solo la sezione degli archi. E tutti ricordiamo quei colpi di violino che accompagnano l’assassino mentre apre la tenda e pugnala la donna nuda con il sangue che scorre con l’acqua.

Dicevo “rifatto e raccontato”. Nel 1983 ecco Psycho II, di Richard Franklin; nell’86 è lo stesso Perkins a dirigere sé stesso in Psycho III. Norman, sembra apparentemente guarito ma… nessuno gli crede. C’è anche una serie (2013-2017) diretta da Mick Garris. E poi almeno una mezza dozzina di documentari. Ricordabile The Psycho Legacy, di Robert Galluzzo del 2010.

Nel 1998 è l’ottimo Gus Van Sant che semplicemente rifà il master del 1960, senza cambiare un’inquadratura. Del resto come puoi modificare qualcosa inventata da Hitchcock. Nella parte di Norman Bates, un bravo Vaughn, ma Perkins era un’altra cosa.
Ecco infine, ricordabile, Hitchcock (2013) di Sacha Gervasi, dove si racconta la produzione di Psycho. Il cast è notevole. Anthony Hopkins fa Hitchcock, Scarlett Johansson è Janet Leigh e lo sconosciuto James D’Arcy è Norman, e gli assomiglia in modo impressionante. Ma coprotagonista vera è Helen Mirren, che fa Alma Reville, moglie di Alfred. Secondo il regista Gervasi sembra che buona parte delle soluzioni, così acclamate, le si dovessero proprio alle idee della signora.

Pino Farinotti

No comment yet, add your voice below!


Add a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

autobiography - il ragazzo e il generale

Al cinema dal 4 Aprile

Rakib, un giovane ragazzo indonesiano, diventa assistente di Purna, ex generale del regime in pensione. Quando Purna inizia una campagna elettorale per essere eletto sindaco, Rakib si lega all’uomo, diventato per lui mentore e figura paterna. Un giorno, però, un manifesto elettorale di Purna viene trovato vandalizzato: un gesto che avrà conseguenze inimmaginabili per entrambi.
Con un ritratto intimo di due generazioni che vivono sotto lo stesso tetto, il regista Makbul Mubarak ripercorre un doloroso periodo storico della sua nazione con un thriller intenso, che presenta forti risonanze con la contemporaneità ed una forte universalità del tema della lealtà e della vicinanza al potere.

i film per non dimenticare

27 Gennaio 2024

In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio) ci sembra opportuno segnalarvi una selezione di film nel nostro catalogo che sono stati fondamentali nel racconto di ciò che è successo durante gli anni della dittatura nazista: dai film di propaganda ai documentari, dalle prime opere realizzate nella Germania Est al cinema hollywoodiano, per conoscere il ruolo fondamentale della settima arte nella storia, nonché importante strumento di conoscenza. 

Nelle sezione “Guerra” sul nostro sito potrete quindi trovare capolavori come “I figli di Hitler”, un’aspra critica del regista Edward Dmytryk sull’educazione hitleriana, al vincitore del Festival di Locarno “Rotation” e il film perduto della propaganda nazista “Das Ghetto”.

Le muse impenitenti

L’associazione e compagnia teatrale le Muse Impenitenti, Marinetta Martucci e Arianna Villamaina, due attrici potentine, tornano a calcare il palcoscenico con una nuova esilarante ed originalissima commedia: Come lo zucchero per il caffè – ‘‘O Teatro è ‘o paese d’ ’o vero. Una commedia divertente e con performance di danza fuori le righe, che ci trasporta in un musical vero e proprio per poi allietare il pubblico con una sorpresa golosa. Lo spettacolo è un contenitore di arte a tutti gli effetti ed è un inno alle mille sfaccettature che in essa sopravvivono.