ANSELM di Wim Wenders

Genere: Documentario
Durata: 100 min. 
Distribuzione: Lucky Red

Arriva in sala il 30 aprile il nuovissimo lavoro di Wim Wenders, presentato alla scorsa edizione del Festival di Cannes: ANSELM.

Dopo i grandi successi de “Il sale della terra” e “Pina”, il regista questa volta esplora la vita e il processo creativo dell’artista Anselm Kiefer con un documentario immersivo, realizzato in 6k e in 3D.
Un’ottima occasione, questa, per conoscere meglio il tanto acclamato quanto criticato artista, attraverso un dialogo costante e assistendo alla realizzazione delle sue opere negli atelier tra la Francia e la Germania in cui ha lavorato.
Scopriamo così l’amore di Kiefer per la letteratura, la mitologia, la filosofia e la scienza e come queste materie abbiano influito nel suo processo artistico, volto anche a ricostruire la storia della Germania, evidenziandone i momenti più bui per farli riconoscere dalla società, anziché nasconderli o negarli.

Un documentario da non perdere, non solo per gli appassionati e le appassionate di arte ma per tutte le persone curiose di conoscere più a fondo la vita e il pensiero di Anselm Kiefer,  attraverso un’esperienza unica che grazie al 3D permette al pubblico di seguirne passo passo il processo creativo. Senza dimenticare la regia evocativa e profonda, tipica del cinema di Wim Wenders.

Potete vedere qui il trailer.

 

 

 

Francesca De Santis

E LA FESTA CONTINUA!

Regia: Robert Guédiguian
Genere: Commedia
Con: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Robinson Stévenin, Gérard Meylan, Grégoire Leprince-Ringuet, Alice Da Luz Gomes
Durata: 106′

Presentato in GRAND PUBLIC alla Festa del Cinema di Roma 2023

Rosa è il cuore e l’anima del suo quartiere popolare nella vecchia Marsiglia. Divide la sua energia tra la sua famiglia numerosa e unita, il lavoro da infermiera e il suo impegno politico. Ma quando si avvicina alla pensione, le sue illusioni cominciano a vacillare. Sostenuta dalla vitalità dei suoi cari e dall’incontro con Henri, si rende conto che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni, sia politici che personali.

Il film è nostalgia pura senza essere malinconico per quanto riguarda la ” politica” in senso generale. Guédiguian butta un occhio sul modo nuovo di fare politica : quello della società civile, dell’aggregazione dal basso rispetto a quella dei partiti della sinistra che non riescono mai a trovare una strada comune, andando incontro a sconfitte continue. Senza spoilerare, il regista ci darà una sua visione finale diciamo…positiva.

La pellicola cade invece nella retorica e nello stereotipo quando parla dei rapporti personali, o dei singoli personaggi tratteggiati in modo forse un po’ troppo semplicistico e prevedibile, abbastanza tipico comunque del cinema del regista marsigliese che si è sempre mosso più sul sociale che sul personale.

Su tutta questa umanità ci accoglie Marsiglia splendida, multietnica e colorata.
Indubbiamente sopra tutti gli altri gli attori meno giovani.
Da vedere.

Al cinema dall’11 Aprile, per una produzione di AGAT FILMS in coproduzione con BIBI FILM e FRANCE 3 CINÉMA e distribuito da LUCKY RED.

 

 

 

Serena Pasinetti

5° MiWORLD YOUNG FILM FESTIVAL – MiWY

Cinema & Interculture for Schools
In sala e online dal 6 all’11 maggio 2024

Ritorna il MiWorld Young Film Festival – MiWY, il primo e unico festival di cinema per le scuole in Italia interamente dedicato alla conoscenza delle cinematografie e delle culture di Africa, Asia e America Latina e alla promozione di percorsi di Educazione alla cittadinanza globale. Giunto alla quinta edizione si svolgerà da lunedì 6 a sabato 11 maggio in sala a Milano, a Lecco e in modalità online. 

In programma 3 lungometraggi dai 3 continenti e 9 cortometraggi di registe e registi africani o afrodiscendenti che affrontano problematiche attuali e di interesse per le nuove generazioni da punti di vista inconsueti, non eurocentrici e non stereotipati. Film prevalentemente di fiction che esplorano il rapporto di bambine e bambini, ragazze e ragazzi di diversi angoli del mondo con gli adulti, le radici culturali e discriminazioni, il razzismo, i condizionamenti sociali e diritti negati. 

Destinatarie della proposta sono le classi delle scuole secondarie di 1° e 2° grado di tutta Italia che avranno modo di conoscere e approfondire film di autore, quasi tutti in anteprima nazionale, vivere un’esperienza di visione comunitaria, partecipare allo scambio post proiezione anche con registe, registi ed esperti, riflettere sul proprio ruolo di giovani  come agenti di cambiamento e contribuire, tramite votazione, all’assegnazione del Premio al miglior lungometraggio e del Premio al miglior cortometraggio della Giuria Popolare. 

La modalità online #MiWYfaidate consentirà a tutte le classi dell’intero territorio nazionale di visionare su Mymovies.it i film prescelti in orari e giornate prestabilite e di usufruire di materiali didattici e informativi per il lavoro di approfondimento. 

Sarà possibile partecipare alle proiezioni mattutine previste in sala a Milano nei giorni 6, 7, 8, 9 e 10 maggio e a Lecco il 9 maggio. 

Il biglietto di ingresso per le proiezioni in sala è di 5 Euro per ogni studentessa/studente. 

Per la partecipazione a #MiWYfaidate il costo è di 50 Euro per classe.  

MiWY nasce nel 2019 come evoluzione dello Spazio Scuola del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina di Milano grazie al Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola dei Ministeri MIC e MIM ed entrambe le iniziative sono organizzate dall’Associazione Centro Orientamento Educativo – COE. 

La Fondazione ISMU, partner storico di MiWY, conferma il collaudato percorso formativo della Giuria Docenti per l’assegnazione del Premio ISMU – Big Zebra al miglior lungometraggio. Alla Giuria partecipano 20 insegnanti di scuole di ogni ordine e grado di Milano e provincia, motivati ad implementare competenze su cinema e didattica interculturale attraverso incontri e scambi tra pari. 

La Scuola Mohole – Scuola di Cinema, Comunicazione e Storytelling di Milano consolida invece la collaborazione come media partner e quest’anno saranno le ragazze e i ragazzi del 2° anno dell’indirizzo di cinema a far parte della Giuria Studenti con il compito di assegnare il Premio COE- Little Zebra al miglior cortometraggio.   

MiWY fin dalla prima edizione è in gemellaggio con Castellinaria – festival del cinema giovane di Bellinzona.  

I premi delle Giurie Docenti e Studenti e della Giuria popolare saranno annunciati nella cerimonia di premiazione congiunta dei due festival, FESCAAAL e MiWY, che avrà luogo la sera di sabato 11 maggio all’Auditorium San Fedele di Milano.  

La Direzione

SGUARDI ALTROVE WOMEN’S INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – Premi e Vincitori

Milano, 24 marzo 2024 – Con la cerimonia di premiazione condotta da Barbara Tarricone Hamilton alla presenza della direttrice Patrizia Rappazzo e della madrina di SAFF 2024 Francesca Vecchioni si è conclusa, sabato 23 marzo alla Cineteca Arlecchino, la 31ᵃ edizione di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival. La rassegna dedicata al cinema e alla creatività femminile ha portato a Milano oltre 60 film da 30 paesi, ospiti internazionali, workshop, performance e momenti di formazione con una programmazione diffusa tra sale cinematografiche e spazi culturali della città: dal quartier generale alla Cineteca Arlecchino, passando per l’Accademia09, il Piccolo Teatro Studio Melato, il Cinema Beltrade e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Al centro della manifestazione il Corpo delle Donne nelle sue diverse declinazioni e implicazioni sociali, politiche, artistiche, e un omaggio speciale alla memoria di Sandra Milo con il film di chiusura Salvatrice. Sandra Milo si racconta di Giorgia Wurth. Nel corso del festival si sono tenute anche le cerimonie di consegna del Premio Le Forme del Cinema, attribuito per l’edizione 2024 alla drammaturga, regista, attrice Emma Dante, all’attrice e regista Valeria Golino e alla produttrice Viola Prestieri.

I PREMI

Il Premio Cinema Donna 2024 assegnato dalla Giuria del concorso internazionale lungometraggi a regia femminile Nuovi Sguardi è andato a Hommage di Shin Su-won con Menzione Speciale a Seven Winters in Tehran di Steffi Niederzoll, Lyd di Rami Younis & Sarah Ema Friedland e Romana Maggiora Vergano, protagonista di Come le tartarughe di Monica Dugo. Seven Winters in Tehran ha vinto anche il Premio Women Media Italia e il Premio SNCCI-Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. La Giuria SNCCI ha attribuito inoltre una Menzione Speciale a Lyd Is There Anybody Out There di Ella Glendining.

Il Premio il cinema che verrà 2024 assegnato dalla Giuria del concorso internazionale cortometraggi a regia femminile Sguardi (S)confinati è andato a The Two Lives of Sepideh di Soha Niasti con Menzione Speciale a Mon coeur en arrière di Sarah Gouret e The Last Whining Of A Horse That Had Dreamt Of Becoming A Butterfly di Mahdie Mohammadi.

Il Premio del Pubblico del concorso cinema italiano contemporaneo a regia femminile e maschile #FrameItalia è andato a 100 Preludi di Alessandra Pescetta mentre il Premio del SNGCI-Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani presieduto da Laura Delli Colli è stato assegnato a Punta Sacra di Francesca Mazzoleni con Menzione Speciale a Corpo a corpo di Maria Iovine.

Infine, i Premi delle Giurie Giovani del concorso #FrameItalia: la Giuria composta dagli studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti ha decretato vincitore Punta Sacra di Francesca Mazzoleni e assegnato una Menzione Speciale a Devoti Tutti di Bernadette Wegenstein; la Giuria degli studenti dell’Università Iulm ha premiato Le ragazze non piangono di Andrea Zuliani con Menzione Speciale a Corpo a corpo di Maria Iovine e Oltre la valle di Virginia Bellizzi.

Nel corso della serata si è tenuta anche la premiazione della prima edizione del workshop Le donne sanno ridere: scrivere commedie al femminile che ha designato come progetto vincitore di un contributo in denaro del valore di 2.000€ Le vie del Signore di Miranda Angeli.

NUOVI SGUARDI – concorso internazionale lungometraggi a regia femminile

La sezione ha proposto 8 lungometraggi in concorso per il Premio Cinema Donna 2024, il Premio Women Media Italia e il Premio SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

  • Premio Cinema Donna 2024 assegnato dalla Giuria ufficiale composta da Mariam Ohanyan (presidente), Francesca Mazzoleni, Stefania Rimini, Andrea Chimento, Leonardo Fuina:

HOMMAGE di Shin Su-won

Con la seguente motivazione: «In modo leggero e spiritoso, questo film è il racconto degli innumerevoli problemi che una regista donna si trova ad affrontare. È la mancanza del lavoro accompagnata dal profitto scarso, è l’atteggiamento frivolo dei familiari nei confronti della sua professione, è la lotta quotidiana per il diritto di essere chiamata regista, è l’invecchiamento silenzioso e l’oblio. Ma soprattutto è il racconto della sua passione per il cinema che è quello che le dà la forza di vivere».

  • Menzione Speciale:

SEVEN WINTERS IN TEHRAN di Steffi Niederzoll

Con la seguente motivazione: «Il film affronta la cruda e struggente storia della giovane Reyhaneh Jabbari, diciannovenne iraniana che nel 2007 uccide l’uomo che ha tentato di violentarla e per questo motivo viene condannata a morte. Grazie al film, impariamo a conoscere le leggi sulla punizione e sulla possibilità di perdono di un criminale in Iran, quando l’esecuzione viene eseguita da un rappresentante della famiglia colpita e lui, e non lo Stato, ha il diritto di perdonare o no l’accusato. Comprendiamo la mancanza di diritti che le donne iraniane devono affrontare. E conosciamo da vicino, con rispetto e dolore, il volto di Reyhaneh, i suoi sogni, e la forza di sua madre che fino alla fine ha sperato e combattuto per un perdono».

LYD di Rami Younis, Sarah Ema Friedland

Con la seguente motivazione: «Per l’urgenza del racconto. Per la capacità di utilizzare immagini tanto suggestive e ben realizzate, quanto capaci di farci riflettere sulle disuguaglianze e le ingiustizie del mondo di oggi. Al centro c’è una città che diventa metafora universale di qualcosa di molto più ampio. Anche per il suo sguardo cinematografico originale e incisivo allo stesso tempo, una delle menzioni speciali va a Lyd di Rami Younis e Sarah Ema Friedland».

ROMANA MAGGIORA VERGANO per la sua performance in COME LE TARTARUGHE di Monica Dugo

Con la seguente motivazione: «Il personaggio di Sveva, interpretato dall’attrice Romana Maggiora Vergano, è il cuore pulsante di Come le tartarughe. Sveva è una figura enigmatica, avvolta in un velo di mistero e fascino, che cattura lo spettatore fin dalle prime scene. È la perfetta incarnazione della fase di ribellione adolescenziale: irritata dai membri della famiglia, estranea alla relazione con il suo fidanzato Luca e dipendente dal cellulare. Nel film Sveva diventa la nuova donna di casa, facendosi carico di tutte le mansioni domestiche interne ed esterne. Non lascia trasparire emozioni riguardo le spiacevoli e bizzarre circostanze, se non una costante e inestinguibile rabbia espressa nel suo volto fino che alla fine del film viene sostituita dalle lacrime. Vergano dona al personaggio una profonda umanità, trasmettendo la sua lotta interiore con una delicatezza e una forza straordinarie. La sua interpretazione aggiunge un livello di profondità emotiva al film, rendendo Sveva una figura indimenticabile che rimarrà impressa nella memoria dello spettatore».

  • Premio Women Media Italia assegnato dalla Giuria composta da Daniela Di Maio, Mattia Cavanna, Monica Ghisleri:

SEVEN WINTERS IN TEHRAN di Steffi Niederzoll

Con la seguente motivazione: «Un potente documentario che racconta la discesa agli inferi di Reyhanen, una coraggiosa ragazza iraniana che non si piega né di fronte alla violenza maschile né di fronte a un sistema di potere che discrimina i più deboli. Una tragedia raccontata anche attraverso gli occhi carichi di amore e speranza della madre che, insieme a tutta la famiglia, si batte per la sua salvezza appellandosi ai media e l’informazione internazionale come speranza di cambiamento. Quella speranza è stata disattesa ma il testimone è stato raccolto da Steffi Niederzoll che con forte capacità registica ed efficacia narrativa, è riuscita a rendere vivo e dolorosamente attuale il messaggio di Reyhenen. La regista raccoglie materiali di diversa provenienza in una storia dall’arco narrativo avvincente, doloroso e di grande ispirazione. Un documentario necessario per continuare a riflettere sulle violazioni dei diritti umani e sulle conquiste di libertà della nostra società, da non dare mai per scontate. Come WIFTM Italia siamo onorate di premiare Sette inverni a Teheran nell’ambito del festival Sguardi Altrove, con la volontà di essere un ulteriore anello di questa catena di donne che vuole dare il proprio contributo alla massima diffusione del messaggio e della storia di Reyhenen».

  • Premio SNCCI – Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani assegnato dalla Giuria composta da Alessandra Montesanto, Andrea Caramanna, Ilaria Falcone:

SEVEN WINTERS IN TEHRAN di Steffi Niederzoll

Con la seguente motivazione: «Con l’utilizzo di materiale video filmato segretamente dalla famiglia della

19enne Reyhaneh, impiccata dopo 7 anni di carcere, le loro testimonianze e il diario scritto da Reyhaneh in carcere, Steffi Niederzoll, racconta un fatto privato, facendolo diventare universale in quanto si parla della condizione femminile, non solo in Iran, a causa del regime e della mentalità maschilista, ancora vigente nonostante l’apporto dei giovani al cambiamento verso la libertà e i diritti per tutte e per tutti. Il film invita lucidamente a non distogliere l’attenzione dalle torture nelle galere, dalla distorsione della realtà/verità da parte del regime, ricorda e tramanda la storia di una giovane donna dalla dignità ferrea, diventata simbolo di protesta contro il patriarcato religioso dell’Iran. Questo film è anche un miracolo di produzione, perché nato dalla collaborazione di tanti soggetti che sono stati necessari e imprescindibili per ricostruire tutte le varie testimonianze e sono rimasti anonimi per tutelare la propria vita».

  • Menzione Speciale:

LYD di Rami Younis, Sarah Ema Friedland

Con la seguente motivazione: «Lo scrittore e attivista palestinese Rami Younis e la regista americana Sarah Ema Friedland fondendo generi, documentario, animazione, materiale d’archivio, e anche sci-fi, combattono la disinformazione, raccontano con ammirabile grammatica adatta a tutti, traumi e massacri, il passato, il presente, e un devastante (perché impossibile) possibile futuro alternativo, dando personalità ad un’antica strada che collegava la Palestina al mondo. Originale l’inserto a cartoon che spiazza e, proprio per questo, induce alla concentrazione con le immagini, i tratti e i colori, adatto ad un pubblico anche giovane che può farsi portavoce di un’analisi che va oltre l’informazione mainstream. Importante il dialogo, anche in questo film, tra le generazioni. La regia, il montaggio della parte dal vero inseriscono lo spettatore direttamente nella situazione; la parte a disegni animati permette di capire anche la differenza tra realtà e “finzione artistica”, per poi rientrare nel Reale forse con maggior consapevolezza. Il film che si intitola Lyd non a caso, in quanto la cancellazione della Storia da parte degli oppressori di turno procede proprio attraverso la sparizione di un territorio, laicità che ha cambiato pure nome e adesso si chiama Lod».

IS THERE ANYBODY OUT THERE? di Ella Glendining

Con la seguente motivazione: «Si parla del tema della (dis)abilità con delicatezza, ma consapevolezza e senza retorica. La protagonista e le altre persone riprese si mostrano con grande coraggio, fanno emergere le criticità di un mondo occidentale in cui si deve essere sempre performanti, belli e giovanili. Parlare della disabilità oggi in questo modo è rivoluzionario dal momento che nel film si rifiutano le operazioni chirurgiche di correzione o meglio si mettono nel giusto conto delle varie sofferenze e non certezza di risultati… Così la questione importante e cruciale diventa l’accettazione dell’unicità di quel corpo “diverso”, ma non meno importante del corpo “normale”. Le testimonianze dirette da parte della famiglia sono eccezionali e rendono il film emozionante e gioioso anche di fronte alla cosiddetta “sventura” dei protagonisti. Il film poi sfata anche il linguaggio, le parole come per esempio “nano”, rivelando che la vera ricchezza dell’umanità è quella di andare oltre le apparenze standard confezionate dal sistema».

SGUARDI (S)CONFINATI – concorso internazionale cortometraggi a regia femminile

La sezione ha proposto 20 cortometraggi in concorso per il Premio il cinema che verrà 2024.

  • Premio il cinema che verrà 2024 assegnato dalla Giuria ufficiale composta da Paola Valeria Jovinelli, Faye Kazantzidou, Patrizia Falcone, Aurora Tamigio, Teo Youssoufian:

THE TWO LIVES OF SEPIDEH di Soha Niasti

Con la seguente motivazione: «Con eleganza e maturità, Soha Niasti si mostra una nuova e interessante voce all’interno del cinema iraniano. La storia di Sepideh, una donna che ha da poco avviato la sua attività quando riceve la notizia che alla tanto detestata madre è stata diagnosticato l’Alzheimer, colpisce per la narrazione efficace, emotiva ma mai sopra le righe. Con pochi tocchi, in meno di venti minuti, The two lives of Sepideh parla di malattia, punizione e perdono: al centro l’incontro tra una madre e una figlia che, dopo anni da estranee, devono fare i conti con un possibile riavvicinamento, con i rancori che riaffiorano, con i rimpianti e con una ingombrante frattura tra i rispettivi ricordi».

  • Menzione Speciale:

MON COEUR EN ARRIÈRE di Sarah Gouret

Con la seguente motivazione: «Un dramma che riesce a non essere mai lacrimevole e che, anzi, si concede momenti di umorismo ed episodi divertenti (come la volpe tassidermizzata). La vicenda – a partire dal bizzarro incontro tra la ventisettenne Anastasia e il cinquantaquattrenne Jeff – procede rapidamente e gli attori offrono interpretazioni lodevoli, nonostante il film faccia rimpiangere una durata più lunga».

THE LAST WHINING OF A HORSE THAT HAD DREAMT OF BECOMING A BUTTERFLY di Mahdie Mohammadi

Con la seguente motivazione: «L’ultimo desiderio di una donna e di suo marito che, con incrollabile dedizione, fa di tutto affinché questo momento di felicità duri il più possibile: il film di Mahdie Mohammadi narra la vicenda di Yalda che, prima di morire, desidera occuparsi di cavalli selvaggi nel loro habitat naturale per assaporare un ultimo intenso momento di potenza e di vita che solo il rapporto con questa natura sconfinata può regalarle. Un corto splendidamente realizzato, che coglie tutta la bellezza dei momenti rubati alla morte e il valore che questi ultimi conservano, come simbolo della preziosità della vita».

#FRAMEITALIA – concorso cinema italiano contemporaneo a regia femminile e maschile

La sezione ha proposto 10 film in concorso per il Premio del Pubblico, il Premio SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani, il Premio della Giuria Giovani della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti e il Premio della Giuria Giovani dell’Università Iulm.

  • Premio del Pubblico:

100 PRELUDI di Alessandra Pescetta

  • Premio SNGCI – Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani assegnato dalla Giuria composta da Laura Delli Colli (presidente), Fulvia Caprara (vicepresidente), Miriam Mauti, Susanna Rotunno, Stefania Ulivi:

PUNTA SACRA di Francesca Mazzoleni

Con la seguente motivazione: «Un racconto che nell’ultimo triangolo di terra, alla foce del Tevere, fotografa la quotidianità, i desideri, la voglia di riscatto di una comunità speciale che celebra la vita nonostante il degrado, la certezza e la precarietà di un’esistenza sempre al limite. Il focus su Franca, fra resilienza e realismo quotidiano è il filo rosso che lega speranza e nostalgia di una famiglia interamente al femminile: donne che resistono ostinatamente perché, nonostante le difficoltà, quella terra continui ad essere casa loro e non smettono di sognare un futuro migliore».

  • Menzione Speciale:

CORPO A CORPO di Maria Iovine

Con la seguente motivazione: «Come la forza della sopravvivenza di Yoko, paralimpica italiana dopo l’handicap prodotto da una meningite batterica fulminante, abbia trovato la strada per resistere al dolore trovando nell’impegno la forza per superare i suoi stessi limiti. Nelle cicatrici la sua personale rinascita in un diario fatto di allenamenti massacranti e di resistenza, non solo fisica. Coraggio e determinazione in una straordinaria lezione di vita».

  • Premio della Giuria Giovani assegnato dagli studenti della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti (Ginevra Zaretti, Alessandro Pace, Sara Bonomi):

PUNTA SACRA di Francesca Mazzoleni

  • Menzione Speciale:

DEVOTI TUTTI di Bernadette Wegenstein

  • Premio della Giuria Giovani assegnato dagli studenti dell’Università Iulm (Giulia Impiombato, Cinzia Nava, Davide Negri, Giulia Carniti, Anna Fill):

LE RAGAZZE NON PIANGONO di Andrea Zuliani

  • Menzione Speciale:

CORPO A CORPO di Maria Iovine

OLTRE LA VALLE di Virginia Bellizzi

Le donne sanno ridere: scrivere commedie al femminile – prima edizione

Progetto realizzato in collaborazione tra ALMED, Sguardi Altrove e Women in Film, Television & Media Italia, sostenuto da Lombardia Film Commission, con il patrocinio di A.G.I.C.I.–Associazione Generale Industrie Cine-Audiovisive Indipendenti, 100 Autori, CNA Audiovisivo, Lo Scrittoio e WGI-Writers Guild Italia, con l’obiettivo di favorire, valorizzare e sostenere la scrittura e la produzione di audiovisivi di genere comico-umoristico ideati, scritti e diretti da donne.

  • Contributo di 2.000€ assegnato dalla Giuria composta da Emilia Bandel, Irene Magrelli, Erica Negri, Gesualdo Vercio:

LE VIE DEL SIGNORE di Miranda Angeli

Con la seguente motivazione: «Il progetto realizzato da Miranda Angeli si è distinto per la sua freschezza, presentando personaggi unici e tematiche universali, offrendo spunti interessanti per sviluppi futuri».

La Direzione.

TATAMI – di Guy Nattiv e Zar Amir

Genere: drammatico
Durata: 104′
Con: Arienne Mandi, Zar Amir
Distribuzione: BIM Distribuzione

Lo sport è politico? Quali conseguenze possono avere quelle che possono sembrare semplici gare agli occhi degli spettatori?
Leila Hosseini è un’atleta iraniana di judo. Parte insieme alla sua squadra e alla sua allenatrice fidata Maryam verso Tbilisi per i campionati mondiali, dove svolgerà una gara impeccabile. Ma man mano che sconfigge le avversarie, la pressione del regime iraniano si fa sempre più forte, anche perché la finale potrebbe giocarsi contro l’atleta israeliana Shani Lavi.
Con le autorità che premono per obbligarla a ritirarsi fingendo un infortunio da una parte, e il sostegno della famiglia che la segue da casa dall’altra, Leila sarà costretta a una scelta difficilissima.

L’azione si svolge interamente nello stadio di Tbilisi dove si tiene il campionato. Seguiamo passo passo questo crescendo di tensione attraverso i singoli scontri di Leila: a ogni vittoria corrispondono nuovi sguardi, nuove minacce del regime, nuove telefonate all’allenatrice che sistematicamente, e quasi compulsivamente, si aggiusta il velo. Quel velo che le fa da monito e le ricorda di dover seguire delle regole imposte dall’alto che sembrano impossibili da sfidare, tanto meno da infrangere. Il tutto in un efficace bianco e nero a fare da sfondo a una storia di conflitto tra Israele e Iran ma che può essere interscambiabile con qualsiasi altra storia di regime, di ogni parte del mondo.

TATAMI è un film avvincente ed emozionante tratto dalle storie dei tanti atleti e delle tante atlete professioniste che devono portare sulle loro spalle non solo il peso e le angosce delle gare di portata internazionale e della competizione, ma anche le decisioni e le frizioni politiche delle nazioni che rappresentano. Un tema ancora più scottante visto l’avvicinarsi delle prossime olimpiadi di Parigi 2024, nell’attuale contesto socio-politico.

È il primo film co-diretto da un regista israeliano e una regista iraniana, rispettivamente Guy Nattiv e Zar Amir, che l’hanno girato non a caso a Tbilisi, a due ore di distanza dalle due città di Teheran e Tel Aviv.
Presentato alla scorsa Mostra del cinema di Venezia e in uscita al cinema dal prossimo 4 aprile, è sicuramente un film da non perdere.

Sul nostro canale Youtube potete trovare il trailer.

 

 

 

 

Francesca De Santis

MAY DECEMBER di Todd Haynes

con: NATALIE PORTMAN, JULIANNE MOORE, CHARLES MELTON
Genere: Commedia, drammatico
Durata: 113′

Sono passati 20 anni da un fatto di cronaca che aveva creato scalpore su giornali e mass media: Gracie, 36 anni, sposata, aveva iniziato una relazione con Joe, 13 anni, compagno di classe di suo figlio.

Per questo era finita in prigione. Gracie e Joe si erano poi sposati, avevano avuto tre figli e la loro era, all’apparenza, una famiglia serena.
A questo vecchio scandalo dimostra interesse l’industria hollywoodiana. Elizabeth, l’attrice che interpreterà Gracie nel biopic in produzione, viene invitata nella casa della famiglia in questione per conoscerli tutti e prepararsi al ruolo. La sua presenza, però costante e ambigua, e la maniacale osservazione delle dinamiche familiari, fanno emergere il groviglio di problematiche latenti sotto la patina di conformismo della vita della coppia.

Gracie è un personaggio complesso che nasconde dietro il sorriso perenne l’incapacità di guardarsi dentro e il rifiuto di affrontare qualsiasi situazione che possa scalfire l’integrità familiare.
Joe cerca in ogni occasione di sostenere Gracie ma nel rapporto con i figli intuisce libertà di scelte ed esperienze a lui negate fin dall’adolescenza, e ne soffre.

In tutte queste fragilità si immerge con cinismo Elizabeth nella ricerca, a questo punto diventata morbosa, del taglio da dare alla sua interpretazione, cercando di penetrare le sfaccettature della personalità di Gracie e quasi plasmando la sua immagine secondo l’immagine di lei.
E lo specchio in cui si riflettono i volti di Gracie e di Elizabeth rivela la tensione e la sfida tra le due donne.

Le tematiche del film sono molto intriganti: scavare nei personaggi e farne emergere il lato nascosto, a volte oscuro, e sollevare il velo a mostrare che cosa si cela spesso sotto il perbenismo ipocrita della vita sociale.

Notevole la performance Moore – Portman. Molto efficace anche la colonna sonora che accompagna le varie fasi della narrazione, a metà tra il melodramma e il thriller.
Da vedere!

Il film uscirà in sala giovedì 21 marzo e sarà distribuito da Lucky Red. Sul nostra canale youtube è disponibile il trailer.

 

 

 

Pia Larocchi

UNA DOMENICA con RAUL CREMONA al MIC – e la magia della mostra-spettacolo A ME GLI OCCHI continua

Non sarà uno show, ma un incontro molto speciale quello in programma domenica 24 marzo alla Cineteca Milano MIC, nell’ambito della mostra-spettacolo A me gli occhi. Maghi, forzuti, illusionisti, fachiri e cinema che, dallo scorso novembre, incanta il pubblico con il suo ricco percorso espositivo intrecciato a spettacoli dal vivo e a decine di film su pre-cinema, circo e magia dell’archivio in pellicola di Cineteca Milano.

Alle ore 16.00, l’illusionista, comico e attore Raul Cremona farà un’apparizione straordinaria per accompagnare il pubblico in una esclusiva visita guidata della Mostra e per parlare del suo peculiare rapporto con magia, illusionismo e comicità che l’accompagna sin dalla giovane età e che ha contraddistinto la sua intera carriera.

Raul Cremona nasce come prestigiatore e ben presto si avvicina al mondo del cabaret. Dopo aver maturato una buona esperienza nei locali storici di Milano, il Derby, il Cà Bianca e lo Zelig, si cimenta con la comicità e la parodia, inventando personaggi come il dissacrante Mago Oronzo, il timido e tenero Manipolini, Silvano il Mago di Milano, emulo catastrofico del vero Mago Silvan, fino ad arrivare alle maschere più recenti, dal giovane attore Jacopo al noto maschilista impenitente Omen. Utilizzando in chiave comica l’arte della magia, Cremona cerca di rappresentare le frustrazioni e le velleità del prestigiatore medio, creando personaggi buffi e dissacranti. Ma le sue “creature” portano anche il segno della sua grande passione per il cinema comico americano e della sua esperienza di attore girovago.

A seguire, alle ore 17.00, la sala cinema del MIC ospiterà la proiezione del film muto Il jokey della morte di Alfred Lind (Italia, 1915, b/n, 57’) nell’edizione restaurata a cura di Cineteca Milano, con l’accompagnamento musicale live di Francesca Badalini. Considerato il miglior esito cinematografico della permanenza in Italia del danese Lind, e girato in gran parte nel centro di Milano, il film segue le spericolate avventure del suo protagonista, alternando la scena circense all’ambiente metropolitano della città.

Biglietto unico
Incontro con Raul Cremona e visita della Mostra+ proiezione film: 9,00 euro.

La direzione

Conferenza Stampa SGUARDI ALTROVE FILM FESTIVAL

Milano, 8 marzo 2024Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa per presentare l’edizione 2024 di SAFF – SGUARDI ALTROVE FILM FESTIVAL (di cui vi abbiamo accennato in questo articolo)  tenuta dalla direttrice Patrizia Rappazzo, insieme ad altre prestigiose ospiti e curatrici delle varie sezioni del festival. Un’edizione, quella di quest’anno, dedicata a Sandra Milo e incentrata sul corpo della donna, declinato in termine di voce – si sa, quella femminile in campo artistico – cinematografico, così come purtroppo in molti altri, ancora troppo poco ascoltata.  Un filo rosso che attraversa le diverse sezioni del festival, dai lungometraggi ai cortometraggi e ai workshop, fino ad arrivare alla mostra di Carla Mura alla Galleria VIK Milano, per offrire una riflessione critica sulla società di ieri e di oggi attraverso il potente occhio (femminile) del cinema.

Di seguito il comunicato ufficiale, mentre sul sito di Sguardi Altrove potete trovare tutte le informazioni relative al programma e ai biglietti.

I nastri di partenza la 31ᵃ edizione di Sguardi Altrove Women’s International Film Festival, il festival internazionale dedicato alla promozione del cinema e della creatività femminile, a Milano dal 15 al 24 marzo. Al centro della manifestazione, come da tradizione suddivisa nelle due macro aree Cinema e Oltre il Cinema. Tasselli d’Arte, il tema del Corpo del Donne nelle sue diverse declinazioni e nelle sue implicazioni culturali, politiche e artistiche. In programma oltre 60 film provenienti da 30 paesi, incontri, masterclass, momenti di formazione che avranno come quartier generale la Cineteca Milano Arlecchino per poi spaziare in altre sale cinematografiche e luoghi culturali della città.

A inaugurare il festival, venerdì 15 marzo alla Cineteca Arlecchino, sarà la madrina di SAFF 2024 Francesca Vecchioni, scrittrice, formatrice, attivista, presidente della Fondazione Diversity, impegnata nella diffusione della cultura dell’inclusione nei media, nelle aziende e nella società civile. A chiudere la rassegna, nel corso della cerimonia di premiazione di sabato 23 marzo, sarà invece un omaggio a Sandra Milo con la proiezione del documentario Salvatrice Sandra Milo si racconta di Giorgia Wurth.

L’area Cinema, con opere da tutto il mondo senza distinzioni di genere, durata, formato e con una particolare attenzione alle cinematografie meno conosciute, all’attualità internazionale, ai diritti umani e civili, è suddivisa in diverse sezioni di cui tre competitive: Nuovi Sguardi e Sguardi (S)confinati, riservate rispettivamente ai lungometraggi e ai cortometraggi internazionali a regia femminile, e #FrameItalia, finestra sul cinema italiano contemporaneo a regia sia femminile che maschile.

Tra gli eventi, un focus su Cinema e Intelligenza Artificiale con la presentazione, in collaborazione con Scuola Holden di Torino, di Cassandra di Demetra Birtone, primo cortometraggio italiano realizzato grazie alla sinergia tra intelligenze umane e artificiali; un focus sul Cinema Armeno delle Donne che vedrà ospite del festival Mariam Ohanyan, regista, produttrice, sceneggiatrice, direttrice del Kin Women’s International Film Festival di Yerevan, da lei fondato nel 2003 a sostegno delle cineaste del suo paese; una Finestra sul Medioriente con documentari da Palestina e Israele; un omaggio a Justine Triet, con due dei lungometraggi che hanno preceduto il pluripremiato Anatomia di una caduta.

Evento speciale, l’anteprima assoluta fuori concorso del documentario su Goliarda Sapienza The Art of Joy by Goliarda Sapienza: Writing for Emancipation di Coralie Martin, mercoledì 20 marzo, ore 19.00, alla Cineteca Arlecchino. Ospiti della serata, assieme a Coralie Martin, Valeria Golino e Viola Prestieri, regista e produttrice della serie Sky L’Arte della gioia, che incontreranno il pubblico e riceveranno il Premio Le Forme del Cinema.

Spazio anche alla formazione con i workshop sulla scrittura delle commedie al femminile, sui mestieri della tv, sul paradosso dell’attore, su corpo e cinema a partire dal cortometraggio Unfitting di Giovanna Mezzogiorno e sui personaggi femminili nelle serie televisive italiane.

Alla scrittura comica al femminile è dedicata la prima edizione del workshop Le donne sanno ridere: scrivere commedie al femminile. Laboratorio di scrittura di genere e pitching contest, progetto nato con l’obiettivo di favorire, valorizzare e sostenere la scrittura e la produzione di audiovisivi di genere comico-umoristico ideati, scritti e diretti da donne.

De I personaggi femminili nelle serie televisive italiane si parlerà in occasione della presentazione della docu-serie Sky Documentaries Moda. Una rivoluzione italiana. L’appuntamento, in collaborazione con il settimanale Gente, vedrà in sala la giornalista Sara Recordati con le attrici Giorgia Wurth e Giorgia Masseroni, la scrittrice Simona Busni, la regista Laura Chiossone e Barbara Frigerio, producer Sky Documentaries.

Molto ricca anche la sezione Oltre il Cinema. Tasselli d’Arte, percorso parallelo riservato all’arte contemporanea e alle diverse manifestazioni della creatività femminile. Tra le iniziative, la Mostra Private Woman di Carla Mura presso la Galleria Vik Milano; un calendario di presentazioni e incontri letterari alla Cineteca Arlecchino; il monologo teatrale Lo Stupro di Franca Rame, interpretato da Gilberta Crispino per la regia di Donatella Massimilla; un omaggio a Alda Merini nella giornata mondiale della poesia con Alda. Parole al vento, lettura di poesie dell’autrice a cura di Donatella Massimilla e Gilberta Crispino.

La locandina di SAFF 2024 è realizzata dall’artista Greta Girardi.

ESTRANEI di Andrew Haigh

Genere: Drammatico, Fantastico
Durata: 105′
Con: Andrew Scott, Paul Mescal, Jamie Bell, Claire Foy

Estranei (film) - Wikipedia

Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Golden Globes, 6 candidature a BAFTA, 1 candidatura a Critics Choice Award, 3 candidature a Spirit Awards, 12 candidature a British Independent (di cui ne ha vinte 7) ed è stato premiato al National Board. Un film così potente che abbiamo deciso di recensirlo da tre angolazioni, i tre sguardi delle nostre critiche di punta: Miriam, Pia e Serena.

  • “Il blocco dello scrittore è uno stato di sospensione del tempo e dello spazio che circonda il protagonista. È come trovarsi in un limbo creativo dove le idee non fluiscono, trovandosi intrappolati in un momento indefinito. Questo stato può creare emozioni intense, come frustrazioni, ansie, tristezze. Tuttavia riflettere sulle proprie abitudini o sulle esperienze passate può fornire preziose intuizioni su come uscire dagli ostacoli presenti e trasformare i pensieri e i sentimenti in parole scritte può fornire un espediente creativo, inesprimibile in altri modi.
    Adam è uno scrittore, sceneggiatore in crisi creativa, è bloccato nel suo mondo, nel suo appartamento e in un palazzo apparentemente deserto. Quando incontra Harry le sue abitudini cominciano a fluidificare attraversando il tempo e lo spazio. Harry è l’amico che corre in aiuto, è l’angelo custode o addirittura l’alter ego di Adam, una proiezione di se stesso, un personaggio immaginario che lo aiuta ad affrontare le sfide emotive.
    Una delle esplosioni mentali meglio rappresentata visivamente nel film la ritroviamo nella sequenza della discoteca, ed è proprio qui che con l’aiuto di Henry, Adam comincia a liberarsi delle proprie ragnatele mentali. Henry è una rappresentazione positiva, la morte e la liberazione delle situazioni tossiche, è il coraggio di lasciarsi andare da tutti i dubbi irrisolti, è un abbandono positivo il cui risultato è una sensazione di leggerezza, libertà e rinnovamento”.

    Miriam

  • “Il luogo dove Adam vive è simbolicamente il mondo che lui abita: un grattacielo semideserto, finestre ermeticamente chiuse verso l’esterno, un computer su cui  registrare e riordinare il testo del suo lavoro, in solitudine.
    Harry, il contatto umano che si presenta alla sua porta per chiedere ed offrire amicizia, e non solo, viene cautamente introdotto nella vita di Adam finché tra i due giovani si stabilisce una relazione esclusiva. Adam sta preparando la scrittura per un suo lavoro e in questa sua creazione si immerge totalmente.
    Ed ecco che in questo mondo di mezzo tra realtà e finzione prendono corpo persone e situazioni che sono state determinanti nella sua vita. Durante un nostalgico ritorno alla sua casa d’infanzia, incontrerà i suoi genitori all’età in cui entrambi erano morti in un incidente stradale e, dopo il primo sconcerto, entrerà da adulto nella loro vita, aprendosi al confronto con loro.
    Riemergeranno le paure e i pianti di un bambino bullizzato dai compagni per la sua evidente omosessualità, la mancanza di supporto da parte del padre pur essendone amato e il tenero rapporto con la madre.Estranei, film: Trama, cast, temi, romanzo, trailer - The Wom
    Gli incontri si susseguono nell’arco del tempo in questo doloroso e nostalgico perdonare e perdonarsi, accettare e accettarsi fino ad arrivare al traumatico sciogliere i lacci con il passato e abbandonare i propri fantasmi per vivere la vita reale. Ma quando Adam si accorgerà che cosa comporta vivere la realtà nel rapporto con Harry, dovrà decidere se viverla fino in fondo o se continuare a restare nel mondo di mezzo e proteggere il loro amore.
    Una veramente intensa e struggente storia d’amore.
    Si esce a fatica dall’emozione del film”.

    Pia

  • Adam, uno sceneggiatore in crisi, abita in un palazzo di periferia da cui si vede in lontananza una Londra scintillante. Sta scrivendo un soggetto ma è bloccato sull’attacco: “Esterno, villetta di periferia, 1987″. Esaurita è la sua vena creativa, come vuoto è il palazzo visto dal basso quando è costretto a scendere per una prova antincendio.
    Solo una finestra è illuminata, quella di Harry, di cui farà conoscenza quando  busserà alla sua porta.
    Harry è la persona/pretesto che porterà Adam (il regista stesso) a ri-scrivere la propria storia facendone uno script che è lo script di Estranei: la villetta è quella dei genitori nel lontano 1987. Un film nel film o meglio uno script nello script. E il motivo centrale della storia, il suo faticoso coming out ( tema anche di Weekend )  si “mette in scena” solo con tre/quattro personaggi: Harry, metafora della sua omosessualità, e i genitori, simboli della normalità con cui ha dovuto confrontarsi in un passato fatto di ragazzo bullizzato, incompreso e lasciato solo dai genitori. E scrivendo la sua storia lo sceneggiatore/regista usa in modo straordinario nei suoi backward Adam che ha sempre la stessa età, in cui si mescola Harry ( il suo “problema”) che esiste/non esiste forse come persona reale.
    In tutto questo groviglio di dolore, incapacità di accettare e accettarsi la storia di Adam con Harry/Adam è una dolcissima e indimenticabile storia d’amore.

    Serena

Il film è al cinema dal 29 febbraio distribuito da Walt Disney.

ANCORA UN’ESTATE

Regia : Catherine Breillat
Interpreti : Léa Drucker, Samuel Kircher, Olivier Rabourdin, Clotilde Courau
Sceneggiatura : Catherine Breillat
Durata :104 min

Theo, giovane diciassettenne di bell’aspetto, trascorre le sue vacanze estive nella ricca villa del padre ormai sposato in seconde nozze con Anne, un’affascinante avvocata di successo. Tra i due nasce subito un’intesa, ma nel momento in cui Theo confessa al padre tutto sulla sua tresca clandestina, Anne nega ogni cosa.

Ritorna dietro la macchina da presa una regista già nota per le sue provocazioni nei suoi film, risaputi per temi come la sessualità, la violenza e il conflitto tra i diversi sessi. Anche questa volta, la cineasta punta il dito sulle relazioni conflittuali come il ménage à trois, argomento già ampiamente sdoganato – soprattutto nel cinema francese, se non fosse perché utilizzato come pretesto per scavare nel torbido dell’animo umano.

Dalla trama scaturiscono tutti gli elementi negativi delle relazioni familiari nella borghesia moderna.
La mancanza del tempo trascorso insieme a causa di impegni lavorativi o sociali intensi, la pressione emotiva per mantenere un certo status sociale, ma anche l’accento sul successo materiale ci porta ad una vita familiare superficiale, contribuendo quindi alla noia e all’insoddisfazione. I protagonisti, nonostante le difficoltà, sono tutti coinvolti nel loro ambiente.
Tuttavia, l’unico elemento di fuga o ribellione lo riconosciamo nelle nuove generazioni. Con un desiderio di ricerca di autenticità e felicità personale, Theo cercherà modi alternativi per relazionarsi con le tradizioni familiari, ricerca che, nonostante gli sforzi, finirà con la delusione di una realtà non corrispondente alle speranze e desideri.

L’occhio della regista cattura immediatamente lo spettatore con un primo piano dei protagonisti principali, avvicinando l’osservatore ai personaggi in modo intimo e coinvolgente, mentre la colonna sonora accompagna solo alcune specifiche scene arricchendole di emozioni e adrenalina.

Nel complesso resta tuttavia un’opera non pienamente realizzata, con parti della trama lasciate in sospeso e personaggi non pienamente sviluppati.

Il film è stato presentato al 76° Festival di Cannes del 2023 ed è un remake di Queen of Hearts della danese May el – Toukhy.

Uscirà nelle sale italiane giovedì 7 marzo, distribuito da Teodora Film. Il trailer è sempre disponibile sul nostro canale youtube.

 

 

 

 

Miriam Dimase