La 1000 MIGLIA alla monterey car week

Un film sulla mitica corsa c’è stato: “Rosso mille Miglia” e a ragione, dato che si tratta di un evento perpetuo, a tal punto che  viene replicato ogni anno in California, fino a diventare – anche lì – un appuntamento immancabile.

La 1000 MIGLIA alla monterey car week

California, 28 agosto 2018 – Il primo passo della nuova stagione della Freccia Rossa è stato a “Stelle e Strisce”. L’occasione per incontrare i tanti fans americani della 1000 Miglia è stata anche quest’anno la straordinaria kermesse motoristica che si svolge ad agosto nella penisola di Monterey, da Laguna Seca, dove si disputano le competizioni in pista, a Carmel Valley e Pebble Beach, dove si tengono vari, famosissimi, concorsi per vetture d’epoca.

La settimana della 1000 Miglia in California ha preso il via alConcourse on the Avenue” di Carmel by the Sea, dove 1000 Miglia Srl ha deciso di assegnare un premio, denominato The Spirit of 1000 Miglia”: ad aggiudicarselo è stata un’Alfa Romeo 1900 Super Sport del 1957, nella rara versione carrozzata a Milano da Zagato, caratterizzata dalla “doppia gobba” sul tetto.

A rappresentare la corsa bresciana sulla celebre Ocean Avenue di Carmel-by-the-Sea è stata Francesca Parolin, direttore generale di 1000 Miglia srl, che ha premiato la rossa coupé del Biscione, poiché i concorsi d’eleganza sono l’unica competizione dove a vincere è solo la vettura, non il pilota.

Tra le varie rassegne che in questo periodo dell’anno celebrano in California il meglio del design e dell’ingegneria automobilistica, nell’ultimo decennio è andato affermandosi tra i più blasonatiThe Quail, a Motorsports Gathering”. Anche in questo caso, è stato assegnato un premio alla vettura che meglio interpretava The Spirit of 1000 Miglia”.

Le vetture candidate erano parecchie ma la scelta non poteva ricadere che su un’esemplare straordinario: la Ferrari 340 America berlinetta Vignale, vincitrice della 1000 Miglia del 1951 con l’equipaggio Villoresi/Cassani, vettura ufficiale della Scuderia Ferrari. Da diversi anni, questo gioiello è di proprietà del pilota e collezionista americano Jack Croul.

A premiarla sono stati Alberto Piantoni, AD di 1000 Miglia Srl, e Mark Gessler, presidente della HVA, Historic Vehicle Association, l’associazione di appassionati statunitensi che ha stretto un proficuo rapporto di collaborazione con la Freccia Rossa. A The Quail”, 1000 Miglia Srl ha pure aperto una lounge che ha ospitato una decina di vetture d’epoca: lo spazio dedicato alla Freccia Rossa si è subito trasformato in un salotto dove, come in tutti gli altri incontri avvenuti in California, appassionati e collezionisti di oltreoceano hanno chiesto e ricevuto informazioni riguardo le prossime attività del sodalizio bresciano, dall’edizione della 1000 Miglia 2019 all’imminente apertura del Registro 1000 Miglia.

Proseguendo con l’inossidabile motto che recita che la 1000 Miglia rappresenta una violenta conquista del futuro”, uno spazio è stato dedicato alla Immersive Experience: grazie ai visori Oculus Go, i visitatori potevano vivere pressoché dal vivo la 1000 Miglia, vedendo a 360 gradi il territorio, la corsa in mezzo agli spettatori o a bordo dell’auto, semplicemente girando su se stessi e comandando il tutto con il movimento degli occhi. La 1000 Miglia a 360° ha avuto così grande successo che tutti i visitatori, grandi e piccini, hanno fatto la fila per provare questa entusiasmate esperienza. Nonostante l’anteprima sia avvenuta negli States,Immersive Experience è stato realizzato in Italia e sarà presto disponibile pure da noi.

Brus Gandin

Rosso Mille Miglia

Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita. (dal manifesto del Futurismo di Marinetti)

Ci voleva coraggio a sfrecciare su quei bolidi per mille miglia quando l’automobile non aveva compiuto che i primi passi e molto era ancora a venire. La meccanica era materia esotica che affascinava i futuristi e le corse erano faccenda di gentiluomini. Altrettanto coraggio ci vuole oggi per produrre un film al di fuori delle logiche tipiche dell’industria cinematografica quasi coeva dell’automobile e dagli sviluppi attualmente molto più incerti. Ecco perché si perdona al produttore, Lucere film srl, un product placement a tratti troppo smaccato, ma evidentemente necessario per poter portare a compimento un progetto ambizioso come questo film.

Maria Esse (Martina Stella) è una giovane giornalista affermatasi in Germania, ma originaria della provincia Bresciana, che torna in Italia per un servizio sulla corsa delle Mille Miglia. Il nonno era un famoso meccanico che negli anni ’30 correva la storica gara insieme al notabile del paese, proprietario di una OM 665 Superba. Ci fu un incidente seguito da uno scandalo e la passione dell’avo fu interrotta bruscamente. Ma non è questa l’unica zona grigia nella storia della sua famiglia. C’è un passato nascosto da una nebbia che il vento degli eventi è destinato a dissipare a beneficio di un presente radioso e tutto da vivere. E’ con il tono della commedia che Uberti affronta i temi delle relazioni umane e del rapporto tra l’uomo e la propria passione, reificata qui nel feticcio dell’automobile. Sono rappresentati i rapporti nelle loro declinazioni verticali ed orizzontali, ovvero tra le generazioni ed all’interno di esse; sotto l’aspetto, formale, parentale, amicale ed infine amoroso. Anche il rapporto con la passione per l’automobilismo non è che una sublimazione del rapporto amoroso, spesso anzi ne è un succedaneo,, con tutti gli inconvenienti che comporta. Ogni personaggio del film trova il suo doppio nell’autovettura a cui è legato. Ognuno guida un auto che lo rappresenta, una sorta di avatar in salsa cyber o steam punk, dove vi è una commistione intima tra uomo e macchina. Così Maria Esse guida una Mercedes molto in voga ai giorni nostri che sembra un prolungamento degli altri accessori tra cui spiccano dei trampoloni onnipresenti e tremendamente scomodi come il ruolo di donna inscalfibile che ha deciso di vivere. Marco (Fabio Troiano), Il giovane meccanico che correrà la Mille Miglia in coppia con Maria, possiede di suo un vecchio carro attrezzi OM (legame narrativo con la 665 Superba su cui correva il nonno di lei), ma il suo sogno è quello di correre su di una mercedes 300 SL del ’54 con le portiere ad ali di gabbiano, chiaro riferimento ad uno più profondo spirito visionario e libero. La coppia di amici , inseparabile come una pattuglia delle forze dell’ordine, non a caso correranno su di una vecchia Lancia della polizia. Ed infine la coppia formata dalla acida e rancorosa discendente del notabile che fu compagno del nonno di Maria e del di lei marito (Remo Girone) su di una Porche d’epoca, raffinata ed esclusiva, ma con u cuore straniero. Al di là del mistero in sé, la scoperta alla fine del racconto sembra suggerire che l’olio che lubrifica i rapporti tra le persone e la benzina che li fa muovere ed evolvere verso un futuro migliore non è legato alle glorie della competizione o alla passione per gli oggetti, pur rari e bellissimi che siano, ma sono la genuinità dei sentimenti e la grandezza del perdono. Sì perché il Futurismo con il suo inno all’uomo al volante,  nel frattempo è rimasto nel passato e noi si deve vivere in un inemendabile presente. Se la sceneggiatura e la regia a tratti non sono scevre da imperfezioni, c’è comunque una credibile prova corale di recitazione, che poggia su due pilastri indiscussi come Remo Girone e Victoria Zinny, la quale alla fine ci consegna una commedia intelligente che rifugge da parolacce, torte in faccia e tradimenti. Un’ottima ragione per andarlo a vedere, per tacer poi della scorpacciata di magnifiche auto d’epoca.

Corrado Parigi