IL MIO CAPOLAVORO

Regia di Gastón Duprat. 

Un film con Guillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo

TITOLO ORIGINALE: Mi Obra Maestra 

GENERE: Commedia 

NAZIONALITÀ: Argentina/Spagna 

LINGUA ORIGINALE: Spagnolo 

DURATA: 100 min.

“Il film racconta la storia di un’enorme truffa nel mondo dell’arte, storia intensa e potente legata alle frodi di questo mondo unico (Andy Warhol citava: fare soldi è arte e lavorare è arte e essere bravi negli affari è la forma d’arte più affascinante), imbastita tra i protagonisti facendo emergere grandi valori, con pathos, emozioni ma anche molta ironia. 

Arturo (Guillermo Francella) è un gallerista d’arte dai modi ammaliatori, Renzo (Luis Brandoni) è un pittore scontroso, quasi selvaggio, ormai in forte declino.

Il gallerista e il pittore sono legati da un’antica amicizia, ma non hanno praticamente nulla in comune. Il pittore ha mantenuto i suo ideali anarchici e rivoluzionari senza mai piegarsi al dio danaro, l’amico ha ceduto al richiamo del business.

Questi due grandi attori hanno saputo incarnare alla perfezione lo stile di questa divertente commedia, regalandoci un’interpretazione memorabile, piacevole e ricca di spunti che il regista ha saputo amabilmente amalgamare con grande maestria.

Al cinema dal 24 Gennaio 2019

Giovanni De Santis

La vendetta di un uomo tranquillo

La vendetta di un uomo tranquillo segna il debutto di Raúl Arévalo alla regia, vincitore di ben quattro premi Goya, capita come il cacio sui maccheroni un thriller dal tema più che attuale, una rapina in gioielleria che finisce in tragedia con il morto.

La vendetta è un piatto che va gustato freddo; « antico proverbio Klingon».

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Curro, l’unico uomo che a Madrid nell’agosto del 2007 viene arrestato per la rapina in una gioielleria, rimanendo in carcere per otto anni e lasciando sola la fidanzata Ana e il figlio da lei avuto. José, invece, è un uomo solitario e riservato che sembra non adattarsi mai a nessun luogo. Una mattina, José va a prendere un caffè al bar dove lavorano Ana e suo fratello. Quel giorno d’inverno la sua vita si intreccia con quella degli altri due, in particolar modo con quella di Ana, che intravede in lui una valvola di sfogo per la sua dolorosa esistenza.

Il protagonista aspetta ben otto anni per perseguire la sua vendetta. Pensando che la violenza degli esseri umani possa essere riscattata, con la ritorsione.

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Ma la morale quale potrebbe essere??? la debolezza o l’inefficacia dello Stato a non riuscire a trovare i colpevoli…..