Milza Man

Palermo è invasa dal sangue versato dalla mafia e necessita di essere purificata. La milza è la risposta. In fin dei conti il pani câ meusa (pane con la la milza) è dal medioevo il cibo povero del popolo, la tradizione antichissima e pura a cui rifarsi per riscattare la città dalla mafia. Non a caso ci fu un “meusaro” (venditore di pane con la milza) che nel 1800 iniziò una battaglia personale contro il pizzo sottraendosi all’estorsione dei mafiosi. Con lo stesso coraggio e molta ironia il collettivo Maladolescenza, diviso tra Palermo e Milano, si lancia in una campagna di crowdfunding utilizzando la piattaforma Eppela.com e raccoglie i fondi per realizzare una web serie intitolata Milzaman.

Dal back stage di Milzaman
Dal back stage di Milzaman

Come nel XIX secolo Milzaman tratta difatti la storia un uomo qualunque, un tipico venditore ambulante di panini con la milza, che vessato da due infimi estorsori del suo quartiere, si ritrova dall’oggi al domani con bizzarri superpoteri (come lanciare milza bollente dai polsi stile “uomo-ragno”) acquisiti in seguito a un incidente (sì proprio come l’Uomo ragno, Devil e tutto l’esercito della Marvel). E’ proprio questo avvenimento che porta l’improbabile supereroe a duellare con i due strozzini e decidere di proteggere la sua città con il nome MILZAMAN, il primo supereroe made in Palermo.

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Il primo episodio, che ha superato le 10000 visualizzazioni su Youtube, è stato selezionato e premiato a numerosi festival di cortometraggi e web serie (Rome Web Awards, F.I.C.A., FI-PI-LI Horror e altri). Il collettivo dichiara : “Il nostro Milzaman è quindi un incrocio tra The Toxic Avenger e Spiderman, con spolverate abbondanti di Ciprì e Maresco qua e là. Credo basti questo per capire l’epicità del personaggio.”

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Dal punto di vista tecnico c’è arte e passione e pure una certa malizia per ottimizzare i mezzi non larghissimi. Le citazioni rinvenibili nella serie sono in realtà tantissime e ci si trova “Bunraku” di Guy Moshe, tanto Bruce Lee ed un pizzico di Tarantino. Gustoso e ben riuscito è anche il video della versione siciliana di “I’m your man” di Leonard Cohen, segno di un attività artistica a tutto tondo.

Turè Muschio - Sugnu 'u to masculu (la versione sicula del successo di Cohen)
Turè Muschio – Sugnu ‘u to masculu (la versione sicula del successo di Cohen)

Dopo che in America “Kick-Ass” ha figliato una serie di film di genere tra cui vi consigliamo “Spaghettiman” di Mark Potts, anche in Italia dopo l’exploit di “Lo chiamavano Jeeg robot” ci fa piacere vedere una produzione indipendente ma di qualità che si cimenti su di un progetto di super eroe non convenzionale con creatività e senza falsi pudori. Milzaman appassiona e diverte. Una visione davvero interessante e poi è legale ed è gratis su You Tube.

Supeterroni Family

Normalmente da un libro nasce un film o una serie televisiva, questa è la prima volta che succede il contrario, per cui grazie ad Amazon Giancarlo Busacca ha deciso di scrivere questa sua avventura. Benvenuti a “Superterroni Family“, il primo esperimento di reality scritto, anziché ripreso dalle telecamere, anche perché non ce lo possiamo permettere. Uno di noi, ovvero io, starà seduto in un angolo di una famiglia campione e annoterà tutti i dialoghi e quanto succede. La famiglia campione che seguiremo è la famiglia Scapissi.
Ma andiamo per ordine, siamo in Sicilia a San Giuseppe All’Ummira, quasi trecento abitanti, in provincia di Catania, Messina e forse anche Palermo. È il paese dei numeri uno: un sindaco, un parroco, un farmacista, un medico, un bar, un macellaio, un fruttivendolo, una banca, una chiesa, una scuola, un vigile, una piazza.

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La famiglia Scapissi è composta da Cosimo Scapissi, il capofamiglia, di professione muratore, grande e instancabile lavoratore… grande lavoratore… lavoratore e basta, si ritiene un grande conquistatore di donne e grande amatore, come potete capire in questo campo la modestia non è il suo forte, sinceramente mi sembra una cosa comune a tutti gli uomini. La moglie invece lo definisce un amatore mondiale, nel senso che a letto funziona ogni quattro anni, come i mondiali di calcio. La moglie si chiama Immacolata Sottolano, secondo il marito è la donna dalle misure perfette 140 x 140, centoquaranta centimetri di altezza per centoquaranta chili di peso. Poi c’è la figlia Fiamma, due i suoi punti di forza: la bruttezza e un’alitosi da guinnes. Infine Tromba Daria, la domestica di famiglia, l’unica persona al mondo pagata per fare la domestica non dal datore di lavoro, ma dalla famiglia di appartenenza; la femminilità non è il suo forte, con una innaturale predisposizione nel conoscere gli uomini biblicamente. Gli altri li conoscerete strada facendo. Motto della famiglia è “la scuola è obbligatoria, l’ignoranza è facoltativa” e dell’ignoranza ne hanno fatto un punto di forza.

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