Il mio giardino persiano

  • Regia: Maryam Moghaddam, Behtash Sanaeeha , commedia
  • Attori:  Esmaeel Mehrabi, Lili Farhadpour, Mohammad Heidari (II)
  • Genere: Drammatico, Commedia
  • Paese: Iran, Francia, Svezia, Germania
  • Durata: 97′
  • Al cinema dal 23 gennaio 2025

Un pomeriggio, dopo un pranzo con le amiche, Mahin decide di rompere la sua routine solitaria e di riaprirsi all’amore. Un incontro inaspettato si trasformerà in una serata indimenticabile e il desiderio, almeno per una notte, avrà la meglio sulle regole della vita e sulle leggi del regime iraniano.

Con grazia, il film affronta temi come la solitudine, la vecchiaia e la ricerca dell’amore in età avanzata, inserendoli in un contesto politico rigido e intriso di tensioni. Centrale è il ruolo della memoria, che emerge non solo come un rifugio dal presente, ma anche come uno strumento di liberazione. I ricordi diventano un ponte tra il passato e il presente, permettendo ai protagonisti di riscoprire la propria identità e di resistere ai vincoli di una società che tende a reprimere l’individualità, soprattutto nelle fasce più vulnerabili.

La memoria si manifesta sia come malinconia che come speranza, trasformando il giardino, luogo centrale del film, in un simbolo vivo: un microcosmo dove il passato si intreccia con il presente, offrendo un senso di continuità e un antidoto alla solitudine.

Il film affronta alcune tematiche sociali e politiche in modo sottile, lasciando che siano i dettagli e le immagini a evocare riflessioni più profonde. Questo approccio, lontano da toni esplicitamente polemici, permette di mantenere l’attenzione sull’intimità dei personaggi e sul loro percorso emotivo.

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Nonostante la complessità dei temi trattati, l’opera scorre con sobrietà ed eleganza. La regia, attenta e misurata, valorizza ogni aspetto della narrazione, confezionando un film capace di toccare corde profonde e di lasciare un’impronta duratura. Il film è stato ben accolto alla Berlinale 2024, affermandosi come un’opera intima e significativa e capace di trattare temi universali con sensibilità e profondità emotiva.

Miriam Dimase