Sulle ali del vento- Intervista alla regista

Dal Romanzo alla Pellicola: La Trasposizione Cinematografica di Sulle ali del vento

La trasposizione cinematografica di Sulle ali del vento, celebre romanzo di Carlo Grigolon, edito da Editoriale Delfino, ha recentemente conquistato l’attenzione di pubblico e critica, che porterà sul grande schermo l’intensità e la poesia della narrazione originale. L’adattamento, diretto dalla sceneggiatrice e regista Francesca Bochicchio saprà tradurre in immagini la profondità emotiva e le tematiche universali che hanno reso il libro un successo.

Breve bio – Francesca Bochicchio:

Francesca Bochicchio è regista e autrice, con una solida esperienza internazionale nel mondo dell’audiovisivo, maturata attraverso la realizzazione di cortometraggi, spot pubblicitari, web serie e drammaturgie per il teatro. Il suo ultimo lungometraggio, Io Salvatore – AI Revolution, è stato presentato al Marché du Film distributivo di Cannes 2025 ed è in procinto di ricevere il Premio Tonino Accolla 2025 Euromed Festival di Siracusa, per il suo contributo ai temi dell’intelligenza artificiale e del cinema inclusivo. Il suo stile si distingue per la capacità di fondere la forza dell’immagine con la profondità dei contenuti, creando opere che parlano al cuore e alla coscienza dello spettatore.

Un Viaggio tra Letteratura e Cinema

La sfida principale di ogni adattamento cinematografico è rimanere fedele all’essenza dell’opera originaria, rispettandone il tono e le atmosfere, ma sfruttando al massimo le potenzialità del linguaggio visivo. In Sulle ali del vento, la narrazione scritta si basa su introspezione e paesaggi evocativi, elementi che il film saprà reinterpretare attraverso una regia attenta e una fotografia suggestiva.

1 Domande alla regista Francesca Bochicchio in merito alla fattibilità del progetto.

Secondo te, quali elementi sarebbero fondamentali per un film basato su questo romanzo? Preferiresti un’interpretazione fedele al libro o una versione più libera e cinematografica?

FB: Un adattamento del romanzo Sulle ali del vento potrebbe diventare un’opera cinematografica intensa ed emozionale. Mi concentrerò sulla potenza visiva della storia, utilizzando scenografie naturali mozzafiato, una fotografia evocativa e un linguaggio visivo che trasmetta profondamente il senso di libertà, ricerca e scoperta che permea il libro.

Il tono poetico e contemplativo del romanzo sarà rispettato, ma trasposto in chiave cinematografica con libertà creativa. Non parlerei di una trasposizione fedele parola per parola, quanto piuttosto di un’interpretazione ispirata, che mantenga lo spirito originario ma lo restituisca in modo potente sullo schermo.

La scelta del cast sarà determinante: cercherò interpreti capaci di dare voce a emozioni interiori con delicatezza, incarnando le sfumature psicologiche dei personaggi con autenticità e valorizzando i silenzi e i gesti come strumenti narrativi. Credo che la forza di questo film risieda proprio nell’equilibrio tra estetica visiva e profondità emotiva.

Maikol Fazio- immagine del book trailer

2 Quali attori immagini per i personaggi principali?

FB: Il genere di un film ha un impatto enorme sulla scelta del cast, poiché determina il tipo di interpretazione, la fisicità richiesta agli attori e persino il loro background cinematografico.

Il casting si concentrerà nel selezionare interpreti con grande capacità introspettiva, magari provenienti dal teatro o con una forte esperienza nel cinema d’autore.

Sarà altrettanto importante trovare attori che sappiano trasmettere emozioni profonde, tensioni interiori, slanci di passione e vulnerabilità. La storia richiede momenti di grande intensità emotiva: amore, perdita, coraggio, redenzione. Un cast dunque, capace di attraversare e far vivere ogni sfumatura dell’anima dei personaggi.

Necessità sicuramente indispensabile, una forte presenza scenica e una preparazione fisica per stunt e sequenze di combattimento. Ex-atleti, esperti di arti marziali o attori con un background in film d’azione.

La trasposizione di Sulle ali del vento rappresenta un ponte tra due forme d’arte, dimostrando come la letteratura possa trovare nuova vita nel cinema. Seppur con qualche adattamento necessario, catturerò lo spirito dell’opera originale, regalando agli spettatori un viaggio emozionante tra immagini e parole.

3 Quali attori immagini per i personaggi principali?

FB: Preferisco non sbilanciarmi troppo con nomi precisi in questa fase, poiché il casting definitivo è ancora in corso, ma una cosa è certa: la scelta degli attori sarà guidata dalla loro capacità di incarnare a fondo l’identità dei personaggi, ognuno dei quali possiede tratti ben delineati, complessi e sfaccettati.

In particolare, il protagonista e la donna che lo accompagna – figura di supporto ma di grandissimo peso narrativo ed emotivo – dovranno avere una potenza espressiva straordinaria. Sono due anime in viaggio, e il pubblico dovrà percepire ogni battito del loro cuore, ogni silenzio carico di significato, ogni tensione non detta.

Nella realizzazione del book trailer, i volti di Maikol Fazio e Marinetta Martucci hanno già dato un primo respiro visivo alla storia: la loro interpretazione sarà sicuramente confermata, almeno per questa fase.

Tuttavia, nella mia mente si stanno delineando anche altri nomi, alcuni con cui ho già avuto il piacere di collaborare in passato provenienti anche dal panorama cinematografico internazionale. Non posso ancora rivelare di più, ma posso dire che si tratta di attori capaci di lasciare il segno, con quella rara alchimia tra tecnica, cuore e presenza scenica.

Ti ringrazio Francesca per le dettagliate risposte …. Un grande in bocca al lupo.

Che l’avventura abbia inizio!

 Book Trailer:

La Redazione

June and John

Regia: Luc Besson

Attori: Matilda Price, Luc Stanton Eddy, Claire Montgomery, Roberto Enriquez, Don Scribner,

Genere: Thriller, Romantico

Paese: Francia

Durata: 92′

John (Luc Stanton Eddy) , un giovane intrappolato in una routine monotona, la cui vita cambia radicalmente quando incontra June (Matilda Price), una donna vivace e coraggiosa. Insieme, intraprendono un’avventura appassionata e rischiosa che li porta a scoprire sé stessi, in una corsa contro il tempo e la legge.

Presentato in anteprima italiana al Milano Film FestJune & John segna per Luc Besson un ritorno a un cinema essenziale, intimo, quasi artigianale. Un’opera che si muove leggera su strade secondarie, dove l’urgenza non è arrivare da qualche parte, ma esserci, l’uno per l’altra, nel momento presente. June e John non sono eroi, non hanno un grande scopo, non sono simboli: sono due esseri umani stanchi, forse rotti, che scelgono la vicinanza come unico atto di verità. Fuggono non da qualcosa, ma verso la possibilità di essere semplicemente vivi.

Luc Besson's Secret Film 'June & John' Finally Gets Trailer, Details

Come nel cinema della Nouvelle Vague, che Besson omaggia implicitamente, il film non racconta una storia lineare, ma un viaggio emotivo fatto di piccoli gesti, svolte interiori e silenzi condivisi. La macchina da presa li segue con discrezione.

Besson abbandona i suoi consueti artifici visivi per adottare una regia umile, intima, quasi fragile. Il suo sguardo è vicino, rispettoso, affettuoso. In questo senso, June & John è anche un atto d’amore verso un certo tipo di cinema che non ha paura di annoiare, se questo significa lasciare spazio alla verità. June e John funzionano come archetipi — la ragazza istintiva, il ragazzo insicuro — ma raramente superano quella superficie. Nonostante la buona alchimia tra gli attori, manca forse una vera evoluzione interiore o una profondità psicologica che li renda davvero indimenticabili. La loro relazione resta più evocata che vissuta, più atmosfera che racconto.

In mezzo al rumore del mondo, loro scelgono la cosa più radicale: esserci. Per sé stessi, e l’uno per l’altra. In fondo, non è questo il significato più puro dell’amore? Tuttavia, pur dichiarando il suo amore per il cinema francese degli anni ’60, Besson rischia talvolta di apparire più imitativo che ispirato. I riferimenti a Fino all’ultimo respiro e ad altri road movie esistenziali sono evidenti, ma non sempre reinterpretati con uno sguardo davvero nuovo.

June & John è un’opera estremamente personale che non cerca di intrattenere nel senso classico. È un film da sentire, più che da seguire. Un cinema che preferisce la presenza alla performance, l’imperfezione alla posa. E questo, forse, è il suo gesto più sincero.

 

 

 

 

 

 

Miriam Dimase

AIMER PERDRE

Regia: Harpo Guit, Lenny Guit

Interpreti: Maria Cavalier-Bazan, Axel Perin, Michael Zindel, Maxi Delmelle, Melvil Poupaud, Catherine Ringer

Armande Pigeon (Maria Cavalier Bazan) vive in condizioni precarie a Bruxelles. Non ha un lavoro ed è piena di debiti, abita abusivamente in una piccola stanza nella casa di un’anziana signora, con pochissimi soldi, e per di più è affetta dal virus del gioco d’azzardo. Scommette in qualunque occasione, scommette su tutto, e si ritrova sempre nei guai. Armande è piuttosto solitaria e fatica a vivere con altre persone: l’incontro con Ronnie (Axel Perin) sembra cambiare le cose. Ma al gioco d’azzardo e difficile fermarsi…

Aimer perdre – UFO-DISTRIBUTION

Harpo e Lenny Guit, fratelli abituati a girare insieme fin da giovanissimi film autoriali, con un linguaggio ironico, beffardo e totalmente fuori dagli schemi, continuano, anche con questo film, a offrirci un’opera grottesca su un personaggio totalmente anarchico e fuori da qualsiasi regola.

I registi Inseguono letteralmente per tutto il film,  e noi con loro, Armande, che impersona una figura femminile totalmente guidata dall’istinto e che è continuamente in movimento. Le sue scelte sono fuori dalle regole comuni, ma non sono neppure quelle codificate dai social.

Questa pellicola “in movimento” frastorna e stravolge lo spettatore, a volte in modo eccessivo: i personaggi sembrano piegati a dei ruoli, a delle situazioni da cui non riescono a liberarsi.

Dall’altra parte, se si riesce a reggere questa frenesia inarrestabile, va ammesso che i registi hanno trovato un modo molto originale di descrivere una perdente, simbolo di una figura che ricorre a mille sotterfugi per sopravvivere.

milano film fest, vince aimer perdre di lenny e harpo guit

Non ci viene chiesto di schierarci con lei (spesso le situazioni sono sul crinale dell’illegale), ma oggettivamente di constatare le conseguenze delle azioni di precarietà continua di Armande.

Film decisamente divisivo, vede comunque in  Maria Cavalier Bazan un’interprete eccezionale nel ruolo di Armande. Incontrarla personalmente è una vera esperienza.

Film vincitore del Milano  Film Fest 2025

 

 

 

 

 

Maria Serena Pasinetti