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CINQUE SECONDI

Adriano (Valerio Mastandrea), ex avvocato di grido, con una vicenda familiare dolorosa vissuta in un recente passato, si ritira nelle stalle ristrutturate di una villa toscana in decadenza. Nello stesso luogo si è stabilita abusivamente una comunità di ragazze e ragazzi fatta di studenti, neolaureati, agronomi, tra cui Matilde (Galatea Bellugi), incinta di uno dei ragazzi del gruppo. Matilde è nata in quel posto e da bambina lavorava la vigna con il nonno, il Conte Guelfo Guelfi. Lentamente tra Adriano e i ragazzi, dopo un’iniziale diffidenza, si costruisce un rapporto che diventa una vera alleanza fatta di complicità e solidarietà.
Dopo la vena pessimista degli ultimi film, tra cui spicca Siccità, Virzì torna in Toscana con un film sempre dalle atmosfere cupe e dai toni dolorosi, ma con un messaggio di speranza.
Il regista spazia tra diverse tematiche, quali genitorialità, femminilità, rapporti tra generazioni, esperienze di comunità di giovani che si riavvicinano alla terra, al mondo contadino e sperimentano nuovi rapporti personali.
La pellicola sfiora tutti questi temi, rimanendo però alla superficie e con qualche generalizzazione di troppo, diventa invece profonda e coinvolgente quando tocca la  tematica cui fa riferimento il titolo. Per non rivelare troppo della trama, il film acquista profondità e coinvolgimento laddove parla di scelte da compiere: personali, affettive, spesso irrazionali prese senza sapere perché oppure, proprio perché si sa il perché, ancora più dolorose.
Sono due i film che vediamo. Uno è quello, fin troppo scontato, del rapporto tra due mondi: adulti e ragazzi; soprattutto il mondo giovanile ‘alternativo’ suona falso o almeno poco convincente.  L’altro film, molto più vero, è quello del mondo adulto, soprattutto nel difficile e scivoloso campo delle scelte genitoriali.
Mastrandrea è decisamente coinvolgente nel delineare il personaggio tormentato di Adriano, accompagnato dalla sempre più brava Bruni Tedeschi.
Presentato alla Festa del Cinema di Roma 2025
3 stellette
Serena Pasinetti

autobiography - il ragazzo e il generale

Al cinema dal 4 Aprile

Rakib, un giovane ragazzo indonesiano, diventa assistente di Purna, ex generale del regime in pensione. Quando Purna inizia una campagna elettorale per essere eletto sindaco, Rakib si lega all’uomo, diventato per lui mentore e figura paterna. Un giorno, però, un manifesto elettorale di Purna viene trovato vandalizzato: un gesto che avrà conseguenze inimmaginabili per entrambi.
Con un ritratto intimo di due generazioni che vivono sotto lo stesso tetto, il regista Makbul Mubarak ripercorre un doloroso periodo storico della sua nazione con un thriller intenso, che presenta forti risonanze con la contemporaneità ed una forte universalità del tema della lealtà e della vicinanza al potere.

i film per non dimenticare

27 Gennaio 2024

In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio) ci sembra opportuno segnalarvi una selezione di film nel nostro catalogo che sono stati fondamentali nel racconto di ciò che è successo durante gli anni della dittatura nazista: dai film di propaganda ai documentari, dalle prime opere realizzate nella Germania Est al cinema hollywoodiano, per conoscere il ruolo fondamentale della settima arte nella storia, nonché importante strumento di conoscenza. 

Nelle sezione “Guerra” sul nostro sito potrete quindi trovare capolavori come “I figli di Hitler”, un’aspra critica del regista Edward Dmytryk sull’educazione hitleriana, al vincitore del Festival di Locarno “Rotation” e il film perduto della propaganda nazista “Das Ghetto”.

Le muse impenitenti

L’associazione e compagnia teatrale le Muse Impenitenti, Marinetta Martucci e Arianna Villamaina, due attrici potentine, tornano a calcare il palcoscenico con una nuova esilarante ed originalissima commedia: Come lo zucchero per il caffè – ‘‘O Teatro è ‘o paese d’ ’o vero. Una commedia divertente e con performance di danza fuori le righe, che ci trasporta in un musical vero e proprio per poi allietare il pubblico con una sorpresa golosa. Lo spettacolo è un contenitore di arte a tutti gli effetti ed è un inno alle mille sfaccettature che in essa sopravvivono.