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LO SCHIAFFO

Julia (Julia Jentsch), Tobias (Felix Kramer) e la loro figlia tredicenne Marielle (Laeni Geiseler) vivono in una gelida borghese atmosfera familiare.
In seguito a uno schiaffo violento ricevuto sulla guancia, la giovane ragazza, come se avesse acquisito capacità telepatiche, comincia a vedere e sentire tutto quello che i genitori fanno e dicono. La scoperta porta madre e padre a situazioni imbarazzanti, le verità vengono a galla, i rapporti si sgretolano e le conseguenze sono devastanti.
Lo schiaffo, che dà il titolo al film in italiano, è la metafora di una porta che si apre, anzi si squarcia, per aprire dei contatti reali all’interno di una famiglia. Assistiamo, come spettatori, a una vera e propria seduta psicoanalitica di gruppo. I tre che vivono rapporti gelidi in casa e anche fuori nel loro ambiente scolastico o lavorativo, si lasciano andare, si scoprono usando il linguaggio per narrare segreti, bugie, verità parziali o compiute.
Vediamo e sentiamo, guardando il film, con gli occhi e le orecchie di Marielle.
L’originalità del film sta nell’indirizzare il voyeurismo dello spettatore in situazioni diverse, guardando e ascoltando da varie angolature, in un cortocircuito senza via d’uscita, mettendo sullo stesso piano parole e immagini. Ed è Marielle, la preadolescente, che ha addosso il peso di due genitori che non sono cresciuti e che lei in qualche modo deve cercare di far uscire dalla loro immaturità.
Purtroppo, nella seconda parte del film si perde questa ricerca dello svelamento con le parole: il regista sembra puntare più sulle immagini.
Inoltre, il film tocca altre problematiche come quella dei rapporti genitori figli, dei rapporti di lavoro, rimanendo però in superficie. La pellicola prende una piega tradizionale con un finale prevedibile.
Bravi gli interpreti nel rendere questi ruoli complessi di iniziale freddezza, per poi sciogliersi nel tentativo di riavvicinarsi in modo nuovo.
In concorso alla Berlinale 2024.
Serena Pasinetti

autobiography - il ragazzo e il generale

Al cinema dal 4 Aprile

Rakib, un giovane ragazzo indonesiano, diventa assistente di Purna, ex generale del regime in pensione. Quando Purna inizia una campagna elettorale per essere eletto sindaco, Rakib si lega all’uomo, diventato per lui mentore e figura paterna. Un giorno, però, un manifesto elettorale di Purna viene trovato vandalizzato: un gesto che avrà conseguenze inimmaginabili per entrambi.
Con un ritratto intimo di due generazioni che vivono sotto lo stesso tetto, il regista Makbul Mubarak ripercorre un doloroso periodo storico della sua nazione con un thriller intenso, che presenta forti risonanze con la contemporaneità ed una forte universalità del tema della lealtà e della vicinanza al potere.

i film per non dimenticare

27 Gennaio 2024

In occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio) ci sembra opportuno segnalarvi una selezione di film nel nostro catalogo che sono stati fondamentali nel racconto di ciò che è successo durante gli anni della dittatura nazista: dai film di propaganda ai documentari, dalle prime opere realizzate nella Germania Est al cinema hollywoodiano, per conoscere il ruolo fondamentale della settima arte nella storia, nonché importante strumento di conoscenza. 

Nelle sezione “Guerra” sul nostro sito potrete quindi trovare capolavori come “I figli di Hitler”, un’aspra critica del regista Edward Dmytryk sull’educazione hitleriana, al vincitore del Festival di Locarno “Rotation” e il film perduto della propaganda nazista “Das Ghetto”.

Le muse impenitenti

L’associazione e compagnia teatrale le Muse Impenitenti, Marinetta Martucci e Arianna Villamaina, due attrici potentine, tornano a calcare il palcoscenico con una nuova esilarante ed originalissima commedia: Come lo zucchero per il caffè – ‘‘O Teatro è ‘o paese d’ ’o vero. Una commedia divertente e con performance di danza fuori le righe, che ci trasporta in un musical vero e proprio per poi allietare il pubblico con una sorpresa golosa. Lo spettacolo è un contenitore di arte a tutti gli effetti ed è un inno alle mille sfaccettature che in essa sopravvivono.